lunedì 9 giugno 2008

Intervista ad ALFREDO BIONDI: Sviluppare un programma liberale moderno

Posted on 9:27 AM by DF

di Paolo Di Muccio

In un’intervista sul Giornale di qualche giorno fa, Lei ha rivelato di essere stato escluso dal Parlamento per il Suo eccessivo attivismo su temi sensibili come le coppie di fatto. Del resto, si sa, Berlusconi non ama chi esprime opinioni autonome. E infatti tutti i liberali scomodi sono stati in certa misura “trombati” dal Principe. L’Italia liberale dovrebbe sentirsi delusa da Berlusconi?
La domanda è formulata in maniera provocatoria. Io invece cercherò di rispondere in termini obiettivi. Non so quanto autonomamente abbia lavorato chi ha fatto le candidature, ma non penso di essere stato oggetto di un veto diretto di Berlusconi. E non mi sono espresso tanto a favore delle coppie di fatto, quanto a favore di un modo civile di risolvere il problema delle convivenze. La mia soluzione, apprezzata dallo stesso Berlusconi, è stata forse ritenuta un po’ troppo liberale all’interno di Forza Italia. Allo stesso modo può aver dato fastidio il mio sostegno voltairiano alla lista di Giuliano Ferrara. Penso comunque che la mia esclusione sia stata determinata da una valutazione di carattere complessivo. Sono un amico leale, ma ho un carattere gobettiamo: è sua la frase “Ma cosa ho da spartire con i servi”. E poi è stato facile servirsi del paravento dell’età: al grido “largo ai giovani” si è trovato il posto per quelli di mezza età...

Lei, fra tutti i liberali della vecchia guardia, è probabilmente il più popolare e sicuramente il più arguto e autoironico. Ha reagito alla Sua “trombatura” con grande signorilità. Ha perfino ammesso di non riuscire a smettere completamente di credere alle promesse di Berlusconi, che ora La blandisce con la garanzia di un posto in Corte Costituzionale. Antonio Martino, invece, commette spesso un peccato alquanto grave per un liberale anglofilo: prendersi troppo sul serio. Escluso dal Governo, ha strepitato come un principino. Ora invece tace rigorosamente. Cosa gli ha promesso Berlusconi?
Guardi, i “trombati” sono quelli che si presentano e non vengono eletti. Io sono semplicemente stato escluso dalla Camera dei Nominati... più che dei Deputati! Per quanto riguarda la Corte Costituzionale, non si può negare che io abbia ricevuto il maggior numero di voti all’ultima votazione. È altrettanto vera la promessa di Berlusconi e di Bondi. Ogni promessa è debito per un galantuomo, ma un uomo di stato ha anche altri doveri da assolvere, restando galantuomo nel privato. Non penso che Martino sia inattivo perché Berlusconi gli ha promesso qualcosa. Penso piuttosto che alle sue grandi doti accademiche e politiche l’ex-ministro della Difesa associ a volte un orgoglio, apprezzabile di questi tempi!

Al convegno di Montesilvano della Parte Liberale del Pdl (associazione fondata da Diaconale, Giacalone e Taradash che si propone di aggregare tutti i liberali del Pdl) Lei ha detto di voler contribuire a lanciare, in autunno, una nuova costituente liberale. Bisogna però ammettere che i precedenti tentativi di aggregazione sono miseramente falliti. Quali ne sono, secondo Lei, i motivi, e perché pensa che questa possa essere la volta buona nonostante i pareri negativi di Daniele Capezzone e Benedetto Della Vedova?
Sotto elezioni c’è una certa resistenza a definirsi “liberali e basta” o, come direbbe Martino, “semplicemente liberali”. C’è chi preferisce intrupparsi. Inoltre è difficile aggregare chi crede nel principio dell’autonomia individuale. Detto questo, non sono d’accordo con Capezzone e Della Vedova: penso che in un grande partito come il Pdl ci sia l’esigenza di una posizione liberale dichiarata, basata su dei princìpi fermi. E non mi riferisco ad una corrente, ma ad un’area. Sono ancora presidente del consiglio nazionale di FI e auspico che, quando verrà riunito, i liberali si facciano vivi, compreso lo stesso Martino. Nel frattempo sto collaborando ad organizzare una serie di iniziative liberali sul territorio del nord-ovest insieme a Raffaele Costa e ad Enrico Musso. Partiamo il 28 giugno con due convegni gemellati, uno a Cuneo sul tema “Liberali nel Popolo della Libertà” e l’altro a Genova sulle pratiche commerciali delle Coop rosse in Liguria (ora meno rossa).

Altra questione è quella del rapporto tra militanza e rappresentanza liberale nel centro-destra. In molti si sentono lasciati soli, o addirittura snobbati, dai politici di riferimento. Proprio per organizzare questa militanza, la Parte Liberale e il sito Neolib.eu hanno avviato in questi giorni, tramite Internet, un censimento di tutti i militanti liberali del centrodestra. La reazione è stata impressionante. Insomma il popolo liberale vi sta chiamando... voi risponderete?
Io credo di essere stato sempre presente. E continuerò ad esserlo. Risponderò insomma a tutte le chiamate... ripeto però: non ci deve essere una corrente, ma un’area liberale in cui si possa formare un’opinione di riferimento nel Pdl per un programma liberale moderno, illuminato dal grande ideale della libertà.

fonte: L'Opinione delle Libertà

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