martedì 23 ottobre 2007

Blocher vince e rilancia il federalismo fiscale

Svizzera dopo le elezioni

“La mia casa. La nostra Svizzera”: è questo lo slogan che ha accompagnato la campagna elettorale di Cristoph Blocher, il leader dell’Udc che la nostra stampa ha liquidato come xenofobo e ultranazionalista; ora che dalle urne è emersa una Svizzera sempre più rossocrociata, una Svizzera che saprà fare della propria identità federalista la carta vincente per competere nel mondo globalizzato, la Confederazione potrebbe presto diventare un esempio prezioso di federalismo fiscale costruito sulla concorrenza, uno dei pilastri identitari di questo Paese che ha saputo costruirsi sulla diversità e sulla volontà delle sue genti. Il nuovo modello fiscale introdotto dal Cantone Obvaldo (con un’imposta decrescente per i redditi superiori a 300.000 franchi svizzeri e i patrimoni oltre i 5 milioni di franchi e un’imposta fissa del 6,6% sugli utili delle società) ha fatto sì che il tema della concorrenza fiscale tra i Cantoni tornasse a essere un elemento centrale anche nella discussione politica, in grado di animare la recente campagna elettorale. Proprio Cristoph Blocher, il consigliere federale e leader dell’Udc, lo scorso 4 aprile 2007, in occasione di un incontro informativo a Oberengstringen, ha ricordato che: “La concorrenza fiscale illustra in modo evidente i punti forti del sistema svizzero. Il federalismo permette la concorrenza fiscale tra i Cantoni, poiché non conosciamo alcuna unificazione. Il federalismo offre la possibilità di scegliere. I cittadini possono dare un’occhiata a circa 3000 Comuni svizzeri e scegliere di conseguenza il loro domicilio.”
Benché la pressione fiscale non sia certo l’unico criterio di scelta, le aliquote sono e restano un fattore importante. In Svizzera la concorrenza è l’anima del federalismo fiscale; senza l’autonomia impositiva e di riscossione di cui godono i 26 Cantoni e i circa 2800 Comuni, la Confederazione elvetica non sarebbe una Confederazione. E’ la Costituzione (art. 3) stessa a ribadire la natura federale del sistema fiscale svizzero; i Cantoni, infatti, sono sovrani “per quanto la loro sovranità non sia limitata dalla Costituzione federale ed esercitano tutti i diritti non delegati dalla Confederazione.”; il che significa che la Confederazione può riscuotere solo le imposte che le sono attribuite dalla Costituzione, mentre i Cantoni sono liberi di scegliere le proprie imposte, a meno che la Costituzione non vieti loro certe imposte o le conferisca alla Confederazione.C’è di più: in Svizzera lo Stato può imporre al cittadino solo gli obblighi, imposte comprese, previsti dalla Costituzione e dalla legge; qualunque richiesta diversa richiede un referendum obbligatorio o facoltativo.
La flat tax di Obvaldo (primo Cantone a optare per questa possibilità), effettiva dal 2008, sta orientando il dibattito sulla riforma fiscale nei Cantoni. Lo scorso 12 ottobre, per esempio, il presidente della Camera di Commercio del Canton Ticino, Franco Ambrosetti, nel suo discorso in occasione della 90° assemblea annuale, ha evocato la flat tax come possibile soluzione per far crescere la competitività. Ad Ambrosetti ha risposto nella medesima sede Laura Sadis, direttrice del Dipartimento finanze ed economia (Dfe). Secondo l’On. Sadis un’imposta sul reddito con aliquota unica, da sola, non è capace di assicurare la semplificazione (anche amministrativa) del sistema fiscale ticinese; comporta inoltre effetti redistributivi a sfavore delle classi di reddito basse e modeste da correggere con l’esenzione di alcuni importi o l’introduzione di deduzioni specifiche. Citando il rapporto del Professor Keuschnigg dell’Università di San Gallo in cui sono stati valutati gli effetti sulla crescita economica, sulla creazione di capitale di rischio, sull’impiego, sui salari, sul consumo privato, sul patrimonio finanziario e sul rendimento della sostanza investita dei vari sistemi fiscali, tra cui la flat tax, Laura Sadis fa osservare come, in virtù della natura fortemente progressiva dell’imposta federale diretta, un’aliquota proporzionale unica sgraverebbe i redditi alti, gravando però sui medi e bassi, che si vedrebbero ridotto il proprio potenziale di risparmio. D’accordo o meno con questa posizione, l’aspetto interessante è la presenza di un acceso dialogo su un tema che è all’ordine del giorno dei paesi più sviluppati, mentre resta del tutto marginale nel nostro paese.
Dopo la giornata milanese dello scorso 29 settembre, promossa da decidere.net, la flat tax è tornata a essere argomento tabù. Eppure, come scrive Alvin Rabushka (con Robert E.Hall autore delle idee fondanti di questo sistema fiscale) nell’Occasional Paper dell’Istituto Bruno Leoni, la flat tax è “un sistema di tassazione in cui a ogni contribuente, che si tratti di persona fisica o di un’azienda, viene applicata una sola aliquota di imposta, indipendentemente dal livello di reddito e dalla fonte di quest’ultimo. (…) Essa ha lo scopo di aumentare la libertà individuale, permettendo a ciascun individuo di conservare una quantità maggiore di ciò che guadagna.” Si basa sul fatto che gli incentivi individuali sono importanti per stimolare crescita e cambiamento. Le aliquote fiscali elevate, infatti, disincentivino il lavoro, l’investimento e il risparmio, mentre aliquote ridotte spingono a lavorare, a risparmiare, a investire lasciando a colui che produce una buona parte del frutto del proprio lavoro. La flat tax, in particolare, è efficiente, perché riduce al minimo la distorsione dei prezzi e del mercato; è equa, perché ciascuno contribuisce in pari percentuale; è semplice, perché è facile da capire e da applicare.

I 13 punti di decidere.net

ecco i punti programmatici del network liberale "decidere.net":



per info: info@decideresavona.net

giovedì 18 ottobre 2007

Ecco come la casta mantiene il suo potere


A fine settembre il Parlamento "regala" decine di migliaia di euro, più di 18000000 di euro, alle più disparate associazioni; dal rifacimento chiese ai campi da calcio fino, da 30000 per una strada comunale di palermo alle decine di migliaia di euro date ad una associazione in difesa del meridione con sede a Roma. Ecco la lista dei regali: http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer?tipo=BGT&id=280250 Sarebbe interessante capire con quali criteri vengono dati questi fondi e come i vari parlamentari che hanno votato tale provvedimento conoscano così bene le situazioni inerenti lo stato delle strade comunali, chiese, asili, campi da calcio etc. da Bolzano a Palermo.. incredibile! Dovrebbero essere i Comuni a decidere a chi destinare i finanziamenti; con questo sistema il cittadino non ha alcun controllo sui propri amminitratori.
Alcuni esempi:
a Gorgonzola vengono dati 40000 euro per un progetto di educazione alimentare nelle scuole
a Cologno Monzese il consiglio comunale dei bambini costa addirittura 30000 euro
la video sorveglianza a Brescia ci costa invece 150000 euro
a Milano un contributo per la cultura araba, ben 189500 euro
contributo di 60000 euro all'associazione tempoliberomare di Palermo
numerosi contributi ad associazioni che al loro interno annoverano esponenti di vari partiti

Sì bipartisan. Soldi ai "cenacoli" di Alemanno e Pera, Tra i 363 capitoli molti riguardano parrocchie. Ma c´è anche la "Crusca" con 80 mila euro

La Repubblica 09 OTTOBRE di CARMELO LOPAPA
ROMA- La "mancia" è diventata legge col consenso di tutti e nella massima riservatezza. Anche al Senato, lì dove di solito i due schieramenti si danno battaglia all´ultimo voto su ogni straccio di emendamento. Poco più di 18 milioni (e 375 mila euro, per l´esattezza), non spesi in precedenza, sono stati messi a disposizione dal ministero dell´Economia e ripartiti in un rivolo di 363 interventi per enti, associazioni, fondazioni segnalati da singoli deputati o senatori.Quello di giovedì 27 settembre è stato un pomeriggio di insolita concordia in Parlamento. Le commissioni Bilancio di Montecitorio e Palazzo Madama, con un semplice parere concesso nelle stesse ore hanno dato il via libera al provvedimento, detta appunto "legge-mancia", che per sua natura non necessita del voto d´aula. Unanimità, o quasi. Al Senato, nella commissione presieduta dal diessino Morando, c´è stato il solo voto contrario e «indignato» del verde Natale Ripamonti. Alla Camera, nell´organismo guidato da Duilio (Margherita), l´opposizione dell´ulivista Nicola Crisci. Va detto che tra i finanziamenti a pioggia compaiono beneficiari di tutto rispetto. Istituzioni di consolidata tradizione quali la Fondazione Istituto Gramsci e l´Istituto Luigi Sturzo (entrambe con 250 mila euro), ma anche decine di interventi conservativi di parrocchie o aiuti ad enti di volontariato.Ma nell´elenco - venti pagine - ci si imbatte anche in altro. Microfinanziamenti destinati a territori di origine dei parlamentari o a enti e fondazioni di più o meno chiara copertura politica. Qualche esempio? I 100 mila euro destinati alla Fondazione Nuova Italia, presidente Gianni Alemanno di An, oppure i 50 mila alla Fondazione Magna Carta di cui è presidente il senatore forzista Gaetano Quagliariello e presidente onorario Marcello Pera. Ma la partita è stata trasversale. Soddisfatto si può ritenere di certo il senatore mastelliano Tommaso Barbato, perché nel suo comune - Merigliano (Napoli) - finiscono 90 mila euro per l´associazione "L´altra Merigliano", ma anche 30 mila per l´associazione Quasimodo e 50 mila per ristrutturare la chiesa di San Vito. Anche i senatori sudtirolesi Manfred Pingzer e Helga Thaler potranno vantarsi dei 200 mila euro ottenuti per l´"adeguamento del campo di calcio per il FC Alto Adige Suedtirol". Alla Camera non è mancato chi, come il forzista Zorzato, è intervenuto per correggere un refuso nel finanziamento a cui teneva: 15 mila euro per il Comune di Arqua (Rovigo), e non "Auqua" come scritto in elenco. O come il leghista Garavaglia, per inserire il nome esatto del Comune di Conquio Trevisago (Varese). Ma ci sono anche i 10 mila euro per il Museo della Mountainbike di Chies D´Alpago (Biella) o i 50 mila per «i campi sportivi e il vestiario della scuola calcio del Circolo Ardisci di Como».«Il metodo - spiega l´unico contrario al Senato, Ripamonti - favorisce solo le clientele e l´inciucio: guarda caso la proposta è passata col 70% di segnalazioni della maggioranza e 30% dell´opposizione». Un lavoro che «non risulta coerente con le esigenze del Paese» ha protestato, unico alla Camera, Nicola Crisci (Ulivo). Il lavoro svolto è assolutamente improprio per i parlamentari». Ma è un «atto dovuto» ha tagliato corto durante i lavori il presidente di commissione Duilio, ulivista anche lui, sostenuto dal forzista Crosetto. «Tanto varrebbe - ha obiettato Maria Leddi Maiola della maggioranza - prevedere l´assegnazione a ciascun deputato di una quota pro-capite, affinché ognuno decida come utilizzarla nel proprio territorio».

martedì 16 ottobre 2007

Fiorani a Matrix: come ho salvato la banca della lega

Fiorani spiega a Matrix la vicenda CredieuroNord, come ha salvato i vecchi amministratori dall'accusa di riciclaggio e di come ha ottenuto un "rapporto privilegiato" con la lega. Un vero affare per la Banca Popolare Italiana (ex Lodi). Un po' meno per i soci... loro hanno perso tutto. Il link è: http://www.video.mediaset.it/video.html?sito=matrix&data=2007/10/15&id=2190&categoria=servizio&from=matrix Il filmato è "parte 3", dopo circa sei minuti. La visione è sconsigliabile ai soci CredieuroNord.Per chi ha tempo è opportuno vedere tutta la trasmissione.Con quella di Report di domenica scorsa sui derivati bancari http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,RaiTre-Report^23^37208,00.html si può avere una idea abbastanza precisa su chi sono i nostri padroni. Vedere anche il video da me realizzato sulla Credieuronord: http://it.youtube.com/profile?user=daniformica

sabato 13 ottobre 2007

No alla tassa di scopo sul turismo


In questi giorni il Ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa sta pensando di inserire in finanziaria una tassa comunale di scopo sul turismo, ovvero una tassa di circa 5 euro a notte per i turisti che vorranno soggiornare nelle nostre città. La tassa, secondo il Ministro, sarà utile per migliorare i servizi e valorizzare i centri storici.
La proposta mi trova sicuramente contrario. Non si può pensare di introdurre una tassa di 5 euro sul turismo perché il nostro paese risulta già fortemente penalizzato dalla concorrenza di altri paesi europei che, grazie a minori costi e maggiori servizi, attirano la gran parte del turismo. Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un calo sistematico dei turisti stranieri, in particolare qui da noi in Liguria, di francesi e tedeschi; i quali solo pochi anni fa popolavano le nostre coste. Mi sembra assurdo sentir dire che tale tassa servirebbe per migliore servizi e valorizzare i centri storici poiché in molte altre realtà più “economiche” riescono già a valorizzare ampiamente il loro territorio. Concludo quindi dicendo che questa proposta mi sembra un “boomerang” destinato a realizzare l’effetto opposto: allontanare ulteriormente il turismo dal nostro paese.

venerdì 12 ottobre 2007

Flat Tax - Tassa Piatta



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venerdì 5 ottobre 2007

La concorrenza tra Esselunga e Coop fa abbassare i prezzi


Nelle città dove ci sono sia Esselunga che Coop, i prezzi sono più convenienti che nel resto d'Italia. Lo dice Altroconsumo che nei giorni scorsi ha pubblicato la mappa della convenienza dei supermercati italiani. Dove è più combattuta battaglia tra i due marchi, ci sono i prezzi migliori. A Pisa e a Firenze per esempio. Qui da anni la concorrenza tra i due ipermercati ha determinato, secondo i risultati dell'ultima indagine, un livello di prezzi del 20% inferiore rispetto alla media nazionale. Esemplare è poi il caso di La Spezia. Dall'inchiesta di Altroconsumo risulta infatti come l'ingresso di Esselunga come competitor di Coop sia stato di beneficio per i consumatori. L'anno scorso all'Ipercoop (il punto vendita meno caro) si spendeva l'8% in meno della media nazionale. Quest'anno, nel nuovo Esselunga, i cittadini di La Spezia arrivano risparmiare quasi il 20% in più rispetto al resto d'Italia. E la concorrenza ha fatto migliorare anche performance dell'Ipercoop: il risparmio è salito dall'8 al 14%. Dall'eccessiva concentrazione invece, i consumatori hanno tutto da perdere. Genova, dove c'è un unico ipermercato, è una delle città in cui il livello di prezzi è più elevato. Nel punto vendita più economico si spende il 27% in più rispetto a quello di Pisa. E dai dati raccolti, l'associazione ha stilato la classifica dei supermercati più convenienti. Sul podio c'è Esselunga mentre Ipercoop si piazza al quarto posto.


giovedì 4 ottobre 2007

Lettera pubblicata sul Secolo XIX


martedì 2 ottobre 2007

13.000 euro ai consiglieri regionali lombardi

pubblico qui di seguito un commento di Max Ferrari, ex direttore di TGNord, inerente l'aumento dell'indennità dei consiglieri regionali lombardi (sarebbe interessante avere dati precisi anche sui colleghi liguri).

Giustamente fanno scalpore e indignano i privilegi dei bipedi che grufolano nei pressi dei palazzi romani ma troppo spesso si dimentica che tanti maialini (nel senso simpatico di porcellini portamonete) albergano e si ingrassano presso il Consiglio Regionale della Lombardia.A quanto pare infatti, attendo smentite, i consiglieri si sono aumentati il povero stipendio prima dell'estate e oggi arrivano alla modesta cifra di 13.000 euro, cui vanno aggiunti tutti i benefit (treni, autostrade, cinema, portaborse, trans ferte etc..).Chi paga? Noi e tutti gli altri coglioni che abitano questa sfortunata regione.Ah, dimenticavo di aggiungere che giustamente gli assessori e le presidentesse delle commissioni (ce n'è una tanto brava quanto bella) guadagnano qualcosina in più, ma non so ancora quanto. Se qualcuno avesse conoscenze (solo così si possono sapere le cose in questo cazzo di paese) ci faccia sapere.

Lombardia: 340 Euro al mese di aumento ai consiglieri regionali

Demagogia o vergogna?
E' scattato l'ennesimo aumento di 340 € al mese per i consiglieri regionali che percepiscono per legge l'81% dello stipendio dei parlamentari. Il loro stipendio arriverà così alla "modica" cifra di 13.000 € al mese. Nel 2006 i consiglieri regionali lombardi hanno "lavorato" per 157 ore in 34 sedute. Sappiamo già che la massa dei lavoratori dirà: niente di nuovo sotto il sole. Ma noi non c'è la sentiamo di accodarci ad una massa di lavoratori ormai atrofica che non è più in grado di difendere i propri interessi di classe e vogliamo gridare a tutti: VERGOGNA senza paura di fare della demagogia. VERGOGNA : perché 180.000 (tanti ne contano) politici parassiti vivono con stipendi che vanno dai 13.000€ ai 22.000€ al mese alle spalle dei lavoratori che producono la ricchezza del paese. VERGOGNA : perché ai lavoratori del pubblico impiego si concedono aumenti di solo 50 euro netti al mese dopo tre anni perché sono un costo lavorando per 1600 ore annue. VERGOGNA : Perché se la prendono con i lavavetri e i "fannulloni" del P.I. per aumentare il razzismo e la divisione tra i lavoratori. VERGOGNA : PERCHÉ I VERI FANNULLONI SONO LORO (destra-centro- sinistra) BEN ATTACCATI ALLA CADREGA DEL POTERE. Lavoratori, non abbiamo più amici, se mai li abbiamo. E' necessario che come classe lavoratrice riprendiamo in mano i nostri destini per difenderci i nostri interessi di classe. Sappiamo di esprimerci in un modo che può essere considerato vecchio, ma il nostro stipendio possiamo difendercelo solo noi come lavoratori che si auto-organizzano contro un potere ormai marcio.

SLAI COBAS
fonte: fuldigior@gmail.com

lunedì 1 ottobre 2007

Apre la mostra dedicata ai Longobardi

Apre il 28 settembre a Palazzo Bricherasio e il 30 settembre all’Abbazia di Novalesa la grande mostra dedicata ai Longobardi. Curata da Gian Pietro Brogiolo e organizzata in collaborazione con la Provincia di Torino e grazie al contributo della Fondazione CRT, l’esposizione si sofferma sul periodo che va dal 400 al 700, ossia dalla crisi seguita dalla caduta dell’impero d’Occidente fino al consolidamento dei nuovi stati sorti sulle sue rovine. Per info: www.palazzobricherasio.it