domenica 13 novembre 2005

Il muro è caduto.. non a Quiliano

Posted on 7:54 PM by DF

Il comunismo in Italia è ancora vivo. Esistono ancora nel nostro paese singolari partiti orgogliosi di chiamarsi “comunisti” perché poi bisogna vedere chi di loro lo è veramente, Bertinotti forse? Mi sono sempre chiesto perché la nostra Costituzione vieti giustamente i partiti fascisti e non quelli comunisti, non sono forse stati entrambi i due mali del novecento? Il fascismo si è estinto, mentre il comunismo continua a produrre i suoi effetti negativi.

Recandomi in Ucraina ho potuto vedere realmente un mondo diverso dove all’epoca di Stalin non esistevano diritti, le chiese erano rase al suolo, l’autorità era imposta con l’esercito (come tuttora), all’interno dei musei c’era spazio solamente per Lenin, Stalin.. ora non è molto diverso basti pensare che girando tutta Kiev non ho trovato una libreria, non esiste iniziativa privata se non grandi catene di distribuzione in mano alla mafia; la situazione sociale è migliorata (rispetto a prima) ma la vera libertà è ancora lontana.

Tornando in Italia vi sono addirittura casi estremi dove forse non è neanche ancora arrivata la notizia della caduta del muro di Berlino, vedi Quiliano. In questo comune savonese i cittadini vanno orgogliosi del gemellaggio con la cittadina slovena di Ajdovščina avvenuto nel 1972 quando faceva ancora parte della Repubblica Socialista; nel documento di intesa tra i due comuni si può leggere del loro contributo per la pace, il rispetto delle libertà e dell’indipendenza di tutti i popoli inoltre si fa cenno della custodia dei valori democratici conquistati con grandi sacrifici di sangue e di vite umane durante la seconda guerra mondiale contro il nazifascismo.

Fin qui sembrerebbe tutto normale se non per il fatto che Ajdovščina è famosa per i suoi terribili massacri incominciando dal missionario salesiano L. Alojzij Rakar (torturato e ucciso dai comunisti di Tito a Ajdovscina il 7/7/1945) uno dei tanti scoperti e denunciati dal mensile fondato da Don Bosco nel lontano 1877 e oggi denominato "Bollettino Salesiano". Inoltre la cittadina slovena è stata una delle città scenario del massacro italiano in Istria, dove è stata rinvenuta una foiba.

Ed il Comune di Quiliano cosa ha fatto?? Gli ha dedicato la via principale.

Oggi tutto questo ha dell’incredibile ma purtroppo è realtà, per rispetto degli innocenti (ITALIANI) che sono morti in Istria per opera di TITO spero che il Comune si attivi per lo meno a cambiare il nome alla via (so che non lo farà).

Di certo Quiliano non è stata da meno in passato basti pensare a ciò che avvenne il 15 maggio 1945 “delitto della corriera” quando alcuni partigiani del posto intercettarono un pulman di circa 35 giovani appartenenti alla Repubblica Sociale Italiana i quali vennero uccisi con un colpo alla testa e gettati nella scarpata del Cadibona.

E’ ora di ammettere le proprie colpe altrimenti quel valore di libertà rimarrà sempre un miraggio.

Sperando in un futuro più libero
Danilo FORMICA

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