domenica 13 marzo 2011

Spray al peperoncino in dotazione ai Ghisa

tratto dal Corriere della Sera

MILANO - Spray al peperoncino per la polizia locale milanese. È la sperimentazione che prenderà il via tra una decina di giorni nel capoluogo lombardo. «Entro una decina di giorni arriveranno 26 dispositivi - ha dichiarato il vicesindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato - già ordinati, che verranno dati in uso a vigili istruttori di difesa personale e tecniche operative. Se il test si rivelerà positivo verrà presa in considerazione l'estensione della fornitura a tutti gli agenti che effettueranno servizi esterni sia per la sicurezza sia per la mobilita». Lo spray urticante scelto per i vigili di Milano è uno dei pochi omologati dal Viminale, in libera vendita nei negozi: si tratta di «key defender», ovvero uno strumento la cui modalità di erogazione della sostanza urticante avviene tramite getto conico. I modelli a getto balistico sono infatti vietati e rischierebbero di esporre gli agenti al rischio di denunce per porto abusivo d'arma. De Corato ha tenuto a precisare che lo spray non sarà uno strumento di offesa, ma di tutela dell'incolumità personale dei vigili, ricordando che nel 2009 sono state 153 le aggressione patite dai «ghisa» nelle operazioni di servizio a contrasto di abusivi, clandestini e ubriachi, calate nel 2010 a 110.

PISAPIA: SBAGLIATO MILITARIZZARE - «I cittadini hanno bisogno di istituzioni che comunichino serenità, e non di un vicesindaco che agita continuamente gli spettri della paura perché non ha altre idee da proporre alla città», è il commento di Giuliano Pisapia, candidato sindaco di Milano per il centrosinistra. «Il vicesindaco De Corato descrive una città perennemente sull'orlo della violenza - ha osservato Pisapia - ha un'idea cupa di Milano, ma la realtà è diversa: Milano non è una città pericolosa, e per questo ci sono già polizia e carabinieri che svolgono bene il loro lavoro». «Questo costante tentativo di militarizzare il corpo dei vigili urbani è sbagliato - ha concluso Pisapia - gli stessi vigili hanno spesso manifestato perplessità e imbarazzo al riguardo. I vigili hanno molti compiti da svolgere, l'ordine pubblico è solo un aspetto».


MAJORINO: PENSI A DARE LE DIVISE - «Invece di dare gli spray ai vigili, la Giunta Moratti pensi a dare le divise ai vigili, visto che il centrodestra ha proposto di tagliarle dal bilancio», è la critica del capogruppo Pd in consiglio comunale Pierfrancesco Majorino. A quanto riferito dal Pd, il centrodestra avrebbe infatti messo sul tavolo della trattativa per arrivare all'approvazione del bilancio un taglio al capitolo che riguarda le divise dei vigili urbani. Ma al di là della contesa sulla manovra, il Pd ha bocciato senza appello la sperimentazione degli spray al peperoncino. «Sono le solite fesserie di De Corato - ha attaccato Majorino - che dovrebbe spiegarci perché lui e il sindaco Moratti hanno tagliato in questi anni 480 uomini della polizia locale rispetto ai tempi della Giunta Albertini».

LA CONTROREPLICA - «Pisapia e Majorino hanno come sempre perso una buona occasione per fare silenzio», è la pronta controreplica di De Corato. «Mentre bocciano senza appello gli spray al peperoncino, la rossa Genova, dopo una sperimentazione di sei mesi, ha intenzione di estenderne l’uso a tutto il Corpo dei vigili, visti gli ottimi risultati. E un’altra amministrazione di centrosinistra, Modena, lo usa da tempo. Se queste sono fesserie allora sono in buona compagnia». «Lo spray al peperoncino - continua De Corato - è uno strumento di difesa personale, non certo di offesa. Strumento che viene sperimentato proprio per garantire ulteriore sicurezza ai vigili e alle vigilesse, che rappresentano il 30% del Corpo. Un dispositivo che ci è stato chiesto, tra l’altro, anche da una delle più rappresentative sigle sindacali di categoria. Tutto il resto è chiacchiera elettorale».

VIGILI DIVISI - Ma che ne pensano gli stessi vigili? C'è chi saluta la novità con grande soddisfazione, chi invece non nasconde le perplessità. «Finalmente sono arrivati - ha esultato Daniele Vincini, rappresentante della sigla autonoma Sulpm - gli spray sono lo strumento principe per la tutela personale degli agenti: in combinata con il distanziatore lo spray evita il contatto fisico con l'aggressore e scongiura situazioni di maggiore pericolo». Vincini fa parte dell'organizzazione che per prima ha chiesto l'uso degli spray e, come istruttore in tecniche operative, sarà uno dei primi agenti a maneggiare le bombolette nella fase sperimentale. Ma all'entusiasmo del Sulpm fanno da controcanto le proteste della Cgil. «Lo spray è solo un palliativo - ha attaccato Corrado Sciamanna, delegato Cgil - la tutela degli agenti si persegue con la formazione del personale, con l'invio di un maggior numero di uomini nei servizi più delicati e soprattutto evitando di farci svolgere compiti di pubblica sicurezza che toccherebbero ad altri». Più conciliante la posizione della Cisl. «Credo che ogni strumento di difesa sia utile - ha osservato Alfredo Masucci (Cisl) - considerando anche che noi agenti siamo chiamati a svolgere mansioni sempre più variegate. Credo che lo spray possa essere un deterrente in più contro le aggressioni».

Redazione online

11 marzo 2011(ultima modifica: 12 marzo 2011)

mercoledì 11 agosto 2010

Comunali 2011. Sondaggio a Milano su nuovo sindaco

Milano. Escono i risultati del primo sondaggio, voluto da Fondazione Rcm e realizzato da Swg, sulle attese dei milanesi a riguardo del nuovo sindaco, che verrà eletto alle elezioni comunali del 2011. Secondo il consigliere Giancarlo Pagliarini del Gruppo Misto, poco importa sia donna o uomo ma che si occupi dell'economia e di fare entrare risorse a Milano. Sulla possibilità che Letizia Moratti torni sindaco Pagliarini non sa: "Vediamo, ma sarebbe meglio meno politico e più giovane". I risultati del sondaggio sono consultabili sul sito www.comunalimilano2011.it  dove puoi partecipare al forum promosso da Fondazione Rete Civica di Milano. Intervista di Federica Giordani

IMPORTANTI RIVELAZIONI SUL SEPARATISMO VALDOSTANO

(nuovo libro di Roberto Gremmo)

Il testo della “Carta di Chivasso” in circolazione da più di sessant’anni è un falso, perché manca della parte finale dove si esalta la “grande patria Italia”. Per il libro “Alle spalle di Chanoux. Separatisti e autonomisti nella resistenza Valdostana”, Roberto Gremmo ha rintracciato il testo integrale ed autentico del documento sequestrato dalla Polizia nella primavera del 1944 in casa di Emile Chanoux dimostrando che fino ad oggi si è cercato di presentare il notaio valdostano come “separatista”, falsando il suo pensiero. Dalla ricerca di Gremmo, interamente basata sui documenti inediti degli Archivi di stato emerge un’altra sconcertante verità. Quando venne arrestato dai fascisti Chanoux rischiava la pena di morte perché uno sbadato (sic!) agente segreto inglese gli aveva lasciato dei messaggi radio di carattere militare che, sequestrati dai fascisti, gli potevano costare l’accusa di spionaggio. Gremmo ha scoperto che lo stesso agente (morto nel dopoguerra in un misterioso incidente aereo) fu anche la causa involontaria dell’arresto a Milano di Ferruccio Parri capo della resistenza “azionista” . Importanti risultano anche le nuove notizie sullo scontro fra autonomisti e separatisti che nel 1945 vide i soldati francesi uccidere anche un comandante partigiano Valdostano.

Per richiedere il libro scrivere a :
Storia ribelle
Casella postale 292 13900 Biella

oppure

inviare una e-mail a:
info@mav-valsesia.org specificando la richiesta.

Referendum ambiente e mobilità Milano

continua la raccolta firme per il referendum per la qualità dell'ambiente e la mobilità sostenibile a Milano. oltre alle sedi istituzionali del Comune e sue sedi decentrate, stasera e domani sera potete firmare anche all'arena civica (Milano Jazzin’ Festival) dalle 20 alle 21:30. Passate parola.

per maggiori info http://www.milanosimuove.it/

Tour Buio Pesto

...continua il nostro tour estivo e intanto si inizia ad organizzare il mega-concerto del Vaillant del 4 settembre!

 
Vaillant Palace (sabato 4 settembre)


Ecco le prime informazioni utili per il concerto benefico di chiusura del tour 2010. I dettagli arriveranno più avanti!


Vaillant Palace (Genova, Fiumara), sabato 4 settembre, ore 21

- Biglietti in vendita il giorno stesso del concerto dal primo pomeriggio fino all'inizio del concerto

- Ospite a sorpresa! Clamoroso!

- Vestirsi di verde il più possibile per le riprese del film "Capitan Basilico 2"

- Portarsi pentole e coperchi per l'animazione durante la canzone "Trinca Trinca Trinca"!







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BORGO FORNARI (GE)



Quando: Giovedì 12 Agosto



Dove: Parco Comunale



Organizzazione: Pro Loco Borgo Fornari





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COSIO DI ARROSCIA (IM)



Quando: Venerdì 13 Agosto



Dove: Piazza Chiesa



Organizzazione: Pro Loco





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PRATO NEVOSO (CN)



Quando: Sabato 14 Agosto



Dove: Borgo Stalle Lunghe



Organizzazione: Prato Nevoso Ski





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VOLTAGGIO (AL)



Quando:Lunedì 16 Agosto



Dove: Impianti Sportivi



Organizzazione: Pro Loco







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CI VEDIAMO IN TOUR!



i BUIO PESTO



LA FLOTTA / ITAL PROMOTION

via Cavour 21, 16031 Bogliasco (GE)

T 010/3471806

F 010/3749447

I www.buiopesto.it

www.capitanbasilico.it

www.invaxon.tv

www.teleliguria.tv

E buiopesto@buiopesto.it

venerdì 15 gennaio 2010

Index of Economic Freedom 2009

La posizione dell'Italia

Punteggio: 61,4

Posizione generale: 76ª
Posizione in Europa: 32ª su 43
 
L’economia italiana è libera al 61,4 per cento, il che pone il Paese al 76º posto nella classifica mondiale della libertà economica dell’Index of Economic Freedom 2009. Il punteggio complessivo dell’Italia è più basso dell’1,2 per cento rispetto al dato dell’anno scorso, in quanto i leggeri miglioramenti registrati in quattro settori sono stati compensati dal peggioramento per quanto riguarda la libertà dallo Stato e la libertà del lavoro. L’Italia occupa il 32º posto (su 43 Paesi) in Europa e ha un punteggio appena superiore alla media mondiale.






L’Italia ha un punteggio elevato per quanto riguarda libertà d’impresa, la libertà di scambio e la libertà d’investimento. Le procedure burocratiche sono state snellite. I dazi doganali sono ridotti, anche se il peso della burocrazia tende a scoraggiare gli investimenti dall’estero. In qualità di Stato membri dell’Unione Europea, l’Italia condivide la politica monetaria con gli altri Paesi dell’Unione, il che le consente di avere un’inflazione relativamente modesta, a dispetto delle distorsioni introdotte dallo Stato nel settore agricolo.

I punteggi relativi a diritti di proprietà e corruzione mostrano alcune debolezze del Paese. La libertà fiscale e la libertà dallo Stato (ossia, la dimensione del settore pubblico) continuano ad essere bassi, a causa dell’imponente welfare state. La spesa pubblica ammonta grosso modo alla metà del PIL. La riduzione del cronico deficit di bilancio e del debito pubblico è andata a rilento e il valore di quest’ultimo si aggira ancora intorno al 105 per cento del PIL. L’attività economica informale (economia sommersa) è considerevole.

Informazioni generali
A dispetto di oltre 60 cambiamenti di governo negli anni intercorsi dal 1946 a oggi, in genere la vita politica del Paese è stata dominata dalla Democrazia Cristiana. L’avvento di una serie di governi di coalizione ha portato ad avere più stabilità. Nel 2008 il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha vinto per la terza volta le elezioni politiche. L’Italia, Paese fondatore dell’Unione Europea, ha rappresentato un elemento cardine dell’integrazione europea e fa inoltre parte della NATO e del G8. Pur essendo una delle maggiori economie mondiali, l’Italia è contraddistinta dal persistere di considerevoli diseguaglianze tra un Nord ricco e imprenditoriale e un Sud più povero e più dipendente dallo Stato. Le piccole e medie imprese continuano a prosperare in campo manifatturiero e nell’ambito del design di alto livello, ma si stima che l’economia sommersa conti per il 27 per cento dell’attività economica del Paese: si tratta di un valore doppio rispetto alla media OCSE. Il turismo e i servizi sono tra i comparti economici più importanti.

Libertà d’impresa – 78,7%
Nel complesso, la libertà di condurre un’attività economica è adeguatamente tutelata dalle regole in vigore nel Paese. Avviare un’attività economica richiede in media 10 giorni, rispetto ad una media mondiale di 38 giorni. Ottenere una licenza commerciale richiede un numero di procedure inferiore alle 18 della media mondiale, e un periodo di tempo superiore alla media mondiale di 225 giorni. Chiudere un’attività è relativamente semplice.

Libertà di scambio – 80,8%
La politica italiana relativa agli scambi è identica a quella degli altri Stati Membri dell’Unione Europea. Nel 2005, la media ponderata delle tariffe doganali comuni dell’UE era pari al 2,1 per cento. Le barriere non tariffarie create dalle politiche europee si palesano in normative alquanto restrittive in campo farmaceutico e bio-tecnologico, in acquisti da parte degli enti pubblici poco trasparenti e tendenti alla corruzione, le barriere all’ingresso al mercato dei servizi possono superare la media europea e la tutela della libertà intellettuale è debole. A causa delle barriere non tariffarie, dal punteggio complessivo dell’Italia in relazione alla libertà degli scambi sono stati detratti 15 punti percentuali.

Libertà fiscale – 54,3%
L’Italia è contraddistinta da gravi imposte sul reddito individuale e da un’imposta sul reddito d’impresa moderata. Nell’emendamento alla legge finanziaria del 2008, l’aliquota massima dell’imposta sul reddito societario è stata ridotta dal 33 al 27,5 per cento. Tra le altre imposizioni fiscali, si annoverano l’IVA, un’imposta sugli interessi e una sulla pubblicità. Nell’ultimo anno per il quale disponiamo di dati, il gettito fiscale complessivo ha raggiunto il livello del 42,6 per cento del PIL.

Libertà dallo Stato — 24,7%
La spesa pubblica complessiva, comprendendo i consumi e le attività di redistribuzione del reddito (pensioni, sovvenzioni, ecc.) è estremamente elevata. Nell’ultimo anno la spesa pubblica ha raggiunto il livello del 50,1 per cento del PIL. Lo Stato controlla ancora alcune imprese strategiche, principalmente nel settore dei trasporti e dell’energia. Il tentativo di privatizzare la compagnia di bandiera Alitalia non ha avuto facile esito.

Libertà monetaria — 80,8%
L’Italia fa parte della zona dell’euro. L’inflazione italiana è relativamente bassa, con una media del 2,1 per cento tra il 2004 e il 2007. Partecipando alla Politica Agricola Comune dell’Unione Europea, l’Italia offre sussidi alla produzione agricola, distorcendo in tal modo i prezzi dei prodotti agricoli. Tra i beni e servizi soggetti a tariffe imposte a livello nazionale dallo Stato vi sono la fornitura di acqua potabile, l’elettricità, il gas, i pedaggi autostradali, i farmaci prescrivibili rimborsabili, le telecomunicazioni e i trasporti interni. In conseguenza di tali politiche, che distorcono i prezzi interni, dal punteggio complessivo del Paese è stato detratto un ulteriore 10 per cento.

Libertà d’investimento — 70%
L’Italia è aperta agli investimenti dall’estero, ma il governo può porre il veto all’acquisizione di imprese italiane che coinvolgano investitori stranieri. Agli investitori stranieri attivi in Italia o in altri Pesi dell’Unione Europea viene riservato il medesimo trattamento degli investitori italiani, con alcune eccezioni relative al settore della difesa, della produzione aeronautica, dell’esplorazione ed estrazione petrolifera, dei trasporti aerei nazionali e dei trasporti marittimi. L’inefficienza del sistema giudiziario italiano viene spesso menzionata come un deterrente agli investimenti dall’estero. Il peso eccessivo della burocrazia, l’inadeguatezza delle infrastrutture, la scarsa trasparenza delle normative, la possibilità dell’intervento dello Stato e l’ostilità dei sindacati possono altresì inibire gli investimenti. Peraltro non vi sono ostacoli al rimpatrio di profitti, trasferimenti di fondi, versamenti o trasferimenti correnti. Gli stranieri non possono acquistare terreni adiacenti ai confini nazionali.

Libertà finanziaria — 60%
Il settore finanziario italiano è abbastanza sviluppato e offre una vasta gamma di servizi finanziari. Il credito viene assegnato ai termini stabiliti dal mercato e l’arrivo di operatori stranieri non subisce più eccesisvi osticoli. Lo Stato non detiene più pacchetti azionari di rilievo nel settore bancario e oggi non restano che tre importanti istituti finanziari (la Cassa Depositi e Prestiti, Poste Italiane/ Bancoposta e l’Istituto per il Credito Sportivo) controllati dallo Stato. Le sei banche più grandi contano per oltre il 50 per cento degli asset complessivi, sebbene la concentrazione in tale settore risulti inferiore che nel resto d’Europa. Le normative e i divieti possono risultare onerose e ottenere il controllo di un istituto finanziario richiede l’approvazione delle autorità pubbliche. Verso la fine del 2005 è stata promulgata una legislazione mirante a migliorare il sistema normativo. Le autorità hanno intrapreso alcuni passi per riformare i mercati dei capitali ancora inadeguatamente sviluppati.

Diritti di proprietà — 50%
I diritti di proprietà e i contratti sono tutelati, ma le vertenze giudiziarie sono lente e numerose aziende preferiscono giungere ad un accomodamento extra-giudiziario. La tutela dei diritti di proprietà è più debole di quanto non sia il caso in altri Paesi dell’Europa occidentale.

Libertà dalla corruzione — 52%
L’esistenza della corruzione viene nettamente avvertita. Sui 179 Paesi classificati nell’edizione del 2007 del Corruption Perceptions Index di Transparency International, l’Italia occupa il 41º posto. La corruzione è più comune di quanto non sia il caso in altri Paesi europei e gli italiano ritengono che i settori relativi agli investimenti siano particolarmente colpiti.

Libertà del lavoro — 61,3%
La relativa rigidità delle normative sul lavoro ostacolano l’occupazione e la crescita della produttività. I costi non salariali di un lavoratore dipendente sono decisamente elevati. Le normative sull’orario di lavoro sono relativamente rigide.

 
Informazioni sintetiche

Popolazione: 58,9 milioni di abitanti

PIL (a parità di potere d’acquisto):
1.700 miliardi di dollari
crescita nel 2006: 1,8%
crescita annuale negli ultimi 5 anni: 0,9%
PIL pro capite pari a 29.053 dollari

Disoccupazione: 6,0%

Inflazione (indice dei prezzi al consumo): 2,0%

Investimento diretto estero (afflusso netto): – 39,2 miliardi di dollari

giovedì 14 gennaio 2010

Senza Pudore

Ieri sera è andato in onda l'ultimo vergognoso tentativo, da parte di alcuni mass media "pilotati" (chissà da chi), di riabilitare una figura tanto controversa come Bettino Craxi; infatti Minoli, in un suo editoriale sul Tg1, ha descritto il Socialista come un "coraggioso statista" (vedi video integrale in fondo pagina). Ritengo ciò oltraggioso e falso per tutti quei contribuenti che pagano il canone Rai e devono sorbirsi i penosi tentativi di alcuni "giornalisti" di far passare un corrotto, pregiudicato ed, ormai, ex latitante come un innovatore della politica italiana. Ci dimentichiamo che Craxi era già stato condannato in via definitiva a 10 anni di corruzione? Certo tutto ciò può apparire normale se guardando al giorno d'oggi, basta accendere la tv per vedere un certo signore, tal "Claudio Martelli" ex magistrato, che ogni giorno, su canale5, ci spiega gli articoli della Costituzione... peccato che nessuno ci dica che questo saccente costituzionalista sia stato l'ultimo, nel 2000, ad essere stato condannato, con sentenza definitiva, per la maxi tangente Enimont (la sua quota fu di cinquecento milioni di lire). Forse ha proprio ragione Marco Travaglio quando dice che le condanne, in Italia, fanno curriculum.
Mi vergogno ancora di più sapendo che tra pochi giorni, nella mia città, verrà dedicato addirittura un parco al povero corrotto e latitante Bettino Craxi. Chissà cosa risponderemo ai nostri figli quando ci chiederanno chi era quest uomo.
Infine mi sembra ancora più ridicolo vedere ogni giorno il Governo occuparsi del "problema giustizia" ovvero il problema che ha il Premier nei confronti della Giustizia. Ma con tutti i problemi che ha questo paese, ci si deve occupare solo del problema che ha Berlusconi con i Magistrati?? Se è vero che sono 15 anni che Berlusconi si sente un "perseguitato" dalla giustizia, perchè non si reca in tribunale ed affronta i processi, invece di perdere tempo in un mare di leggi per evitarli? (in questi ultimi anni ho perso il conto)
Meglio che mi fermi qui...

Craxi, tutti i processi e le condanne

ROMA - Nell'ambito dei processi di Tangentopoli Bettino Craxi ha riportato due condanne definitive (Eni-Sai e Metropolitana Milanese) per un totale di dieci anni. Quattro processi (Enimont, Conto Protezione, All Iberian, Enel).

CONDANNE DEFINITIVE
Eni-Sai. Il 12 novembre 1996 la Cassazione ha confermato la sentenza d'Appello che aveva inflitto all'ex segretario socialista cinque anni e sei mesi di carcere.

Metropolitana Milanese. La seconda sezione penale della Cassazione ha confermato la condanna a quattro anni e sei mesi di reclusione, cinque anni di interdizione dai pubblici uffici e quasi dieci miliardi di risarcimento alla MM pronunciata contro Craxi il 24 luglio 1998 dalla quarta sezione penale della Corte d'Appello di Milano. Il reato è di corruzione e illecito finanziamento dei partiti.

CONDANNE NON DEFINITIVE
Tangenti Enimont.
Il processo è arrivato al secondo grado di giudizio. Il primo ottobre 1999 la prima sezione della corte d'Appello di Milano ha condannato l'ex presidente del Consiglio a tre anni e a una multa di 60 milioni. Craxi è accusato di aver ricevuto per il Psi undici miliardi di finanziamenti illeciti provenienti dalla maxitangente Enimont.

Conto Protezione. Il processo d'Appello è da rifare. Il 15 giugno 1999 la Cassazione ha deciso infatti l'annullamento con rinvio della sentenza di condanna a cinque anni e nove mesi, emessa il 7 giugno 1997 dai giudici della seconda corte d'appello di Milano. Le accuse erano di bancarotta fraudolenta e finaziamento illecito ai partiti per i sette milioni di dollari che nel 1981 finirono nelle casse del Psi, passando da quelle dell'Eni, attraverso il Banco Ambrosiano e il conto Protezione sulla banca svizzera Ubs.

Tangenti Enel. Anche questo processo è al primo grado di giudizio. L'ex segretario del Psi è stato condannato a cinque anni e 5 mesi il 22 gennaio 1999.

REATI PRESCRITTI
All Iberian. Craxi è stato condannato il 13 luglio 1998 dal tribunale di Milano a quattro anni di reclusione per finanziamento illecito ai partiti. Ma il 26 ottobre scorso la terza sezione della corte d'Appello di Milano ha dichiarato prescritto il reato. In questo processo la prescrizione ha riguardato anche Silvio Berlusconi, condannato in primo grado a due anni e quattro mesi e dieci miliardi di multa.

(19 gennaio 2000)


fonte: La Repubblica http://www.repubblica.it/online/politica/craxi1/processi/processi.html

venerdì 18 dicembre 2009

Voto di fiducia alla Finanziaria - dichiarazione di voto IDV

giovedì 19 novembre 2009

Il Governo Berlusconi ha privatizzato l'ACQUA!

il 25 giugno 2008 il Parlamento ha votato l'articolo 23bis del decreto legge 112 del ministro Tremonti il quale afferma che: la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell'economia capitalista! così il governo Berlusconi ha sancito che l'acqua non è più un bene pubblico ma bensì una merce privata!

 

venerdì 23 ottobre 2009

"PASTA DAY" - Domenica 25 Ottobre ritrovo in Piazza Castello con Linus e Nicola Savino di Radio 'Deejay'


La pasta insieme alla pizza è l'alimento italiano più conosciuto al mondo e non solo, è anche il nostro alimento nazionale. In ogni casa italiana non può mai mancare un piatto di pasta (e un televisore per seguire il calcio).

Barilla, tra i principali produttori mondiali, ha organizzato un “Pasta Day” in 3 piazze italiane, per Domenica 25 Ottobre, e tra queste Milano, in Piazza Castello.

Tra gli intenti di 'Barilla', il coinvolgimento della cittadinanza nel riscoprire l'importanza della pasta nella nostra dieta e il piacere di "mangiarla in compagnia": un evento gastronomico in onore del quotidiano "primo piatto" che sarà 'protagonista assoluto' in tutte le sue varianti, in abbinamento a più di 100 condimenti possibili. Dalla carbonara al pesto, dall'amatriciana alla puttanesca, ogni regione e ogni città può vantare il suo sugo 'doc'.

La festa organizzata dal marchio blu della 'pastasciutta' si inserisce all'interno del “Wold pasta day”. L'inizio è previsto alle ore 10.00 per seguire l'anteprima in attesa dell'arrivo dei mattatori della giornata, Linus e Nicola Savino direttamente da Radio Deejay.

Alle ore 13.00 nelle tre piazze italiane verranno "calati" - in contemporanea - gli spaghetti, per un pranzo domenicale che, almeno virtualmente, unisca tutta l'Italia.

fonte: MilanoWeb 

venerdì 16 ottobre 2009

Multe dai bambini



I bambini della scuola Bacone di Milano in giro per il quartiere a multare gli automobilisti indisciplinati. Video tratto dal Tgr Lombardia.

Quando Bossi era comunista, antifascista e anti Berlusconi

 
 
"Incontrare di nuovo Berlusconi ad Arcore? Lo escludo, niente piu' accordi col Polo. Con questa gente niente accordi politici: è un partito in cui milita Dell'Utri, inquisito per mafia.

Silvio Berlusconi era il portaborse di Bettino Craxi. E' una costola del vecchio regime. E' un povero pirla, un traditore del Nord. Il suo Polo e' morto e sepolto, la Lega non va con i morti.

Berlusconi mostra le stesse caratteristiche dei dittatori. E' un Kaiser in doppiopetto. Un piccolo tiranno, anzi e' il capocomico del teatrino della politica. Un Peròn della mutua. E' molto peggio di Pinochet. Berlusconi e' l'uomo della mafia. E' un palermitano che parla meneghino, un palermitano nato nella terra sbagliata e mandato su apposta per fregare il Nord.

La Fininvest e' nata da Cosa Nostra. Ci risponda: da dove vengono i suoi soldi? Dalle finanziarie della mafia? A me personalmente Berlusconi ha detto che i soldi gli erano venuti dalla Banca Rasini. In quella stessa banca lavorava anche il padre di Silvio e c'erano i conti di numerosi esponenti di Cosa Nostra.

Bisognerebbe conoscere le sue radici, la sua storia. Gelli fece il progetto in Italia e c'era il buon Berlusconi nella P2. Poi nacquero le holding. In Forza Italia ci sono oblique collusioni fra politica e omertà criminale e fenomeni di riciclaggio. L'uomo di Cosa Nostra, con la Fininvest, ha qualcosa come 38 holding, di cui 16 occulte. Io con Berlusconi sarò il guardiano del baro. Siamo in una situazione pericolosa per la democrazia: se quello va a Palazzo Chigi, vince un partito che non esiste, vince un uomo solo, il Tecnocrate, l'Autocrate. Io dico quel che penso, lui fa quel che incassa. Tratta lo Stato come una società per azioni.

Ma vi pare possibile che uno che possiede 140 aziende possa fare gli interessi dei cittadini? Berlusconi, come presidente del Consiglio e' stato un dramma. Quando e' in ballo la democrazia, a qualcuno potrebbe anche venire in mente di fargli saltare i tralicci dei ripetitori. Perché lui con le televisioni fa il lavaggio del cervello alla gente, col solito imbroglio del venditore di fustini del detersivo. Le sue televisioni sono contro la Costituzione. Bisogna portargliele via. Ci troviamo in una situazione di incostituzionalità gravissima, da Sud America. Un uomo ha ottenuto dallo Stato la concessione delle frequenze tv per condizionare la gente e orientarla al voto".

dal sito che ha un costante "rigurgito antifascista", anche quando i fascisti hanno camicie verdi piuttosto che nere:
http://guerrillaradio.iobloggo.com/

mercoledì 7 ottobre 2009

Cani rinchiusi nei sassi di Matera

Edoardo Stoppa, inviato di Striscia la Notizia, si occupa di un fatto che ha dell'incredibile!
Cani presi nei canili e poi rinchiusi nei famosi Sassi di Matera (terreno demaniale oltretutto), al buio, malnutriti e in totale stato di abbandono.
Almeno per il momento, al tentativo di parlare direttamente col Sindaco non si è riusciti ad ottenere nessuno incontro... come dice anche Stoppa "...per il momento, MA SOLO PER IL MOMENTO, è tutto!"

lunedì 7 settembre 2009

L'inutile esercito


Parecchi milanesi, di ritorno dalle vacanze, si saranno accorti del moltiplicarsi di militari in città; attenzione, nessuna guerra imminente, solo una scelta un pò "folcloristica" dell'attuale governo Berlusconi. Camminando per le vie del centro infatti capita di vedere, in perfetto stile Kabul, giovani in tuta mimetica verde, che tentano invano di mimetizzarsi con il plumbeo habitat meneghino. Va inoltre esplicitato che questi giovani, per esplicare al meglio il loro servizio, sono stati dotati di veicoli ultra moderni ed iper tecnologici: per intenderci gli stessi che aveva in dotazione Rommel per la guerra in Africa. Vorrei sapere quindi quale sarebbe la tariffa ecopass di riferimento per codesti mezzi; ma forse dovrei chiederlo alla sindaco Moratti, che ha tanto a cuore la nostra salute (meno quella dei nostri portafogli). Ma arriviamo al punto. I militari sono utilissimi, ma impiegati dove realmente necessita un loro intervento. In città non si è ancora capito cosa debbano fare. Forse la Ps e Carabinieri, impauriti dall'idea di uscire in strada da soli, hanno richiesto un loro intervento? Non penso. Sta di fatto che, ad oggi, probabilmente neanche gli stessi militari hanno compreso il loro vero ruolo, naturalmente non per colpa propria. Basta allora con questi "giochi di prestigio" da parte di qualche Ministro che vuole far credere di vivere in un paese sicuro istituendo ronde cittadine, e posizionando tute mimetiche ad ogni angolo: occorre piuttosto dotare dei giusti mezzi le forze dell'ordine, sveltire i processi e garantire la certezza della pena. Caro Ministro provi a fare un giro (non scortato) per le nostre vie per rendersi conto delle reali esigenze dei suoi concittadini e lasci i militari a fare il loro mestiere che non è certo quello di presidio degli incroci cittadini: per quello ci sono già i vigili urbani.

domenica 5 aprile 2009

Index of Economic Freedom 2009

Anche questo anno, seppur con qualche mese di ritardo, riporto i dati del rapporto internazionale sulla libertà economica:
La posizione dell'Italia

Punteggio: 61,4

Posizione generale: 76ª
Posizione in Europa: 32ª su 43

Grafico 1: Punteggio complessivo
Grafico 2: Punteggio rispetto alla media
Grafico 3: Andamento nel tempo
L’economia italiana è libera al 61,4 per cento, il che pone il Paese al 76º posto nella classifica mondiale della libertà economica dell’Index of Economic Freedom 2009. Il punteggio complessivo dell’Italia è più basso dell’1,2 per cento rispetto al dato dell’anno scorso, in quanto i leggeri miglioramenti registrati in quattro settori sono stati compensati dal peggioramento per quanto riguarda la libertà dallo Stato e la libertà del lavoro. L’Italia occupa il 32º posto (su 43 Paesi) in Europa e ha un punteggio appena superiore alla media mondiale.

L’Italia ha un punteggio elevato per quanto riguarda libertà d’impresa, la libertà di scambio e la libertà d’investimento. Le procedure burocratiche sono state snellite. I dazi doganali sono ridotti, anche se il peso della burocrazia tende a scoraggiare gli investimenti dall’estero. In qualità di Stato membri dell’Unione Europea, l’Italia condivide la politica monetaria con gli altri Paesi dell’Unione, il che le consente di avere un’inflazione relativamente modesta, a dispetto delle distorsioni introdotte dallo Stato nel settore agricolo.

I punteggi relativi a diritti di proprietà e corruzione mostrano alcune debolezze del Paese. La libertà fiscale e la libertà dallo Stato (ossia, la dimensione del settore pubblico) continuano ad essere bassi, a causa dell’imponente welfare state. La spesa pubblica ammonta grosso modo alla metà del PIL. La riduzione del cronico deficit di bilancio e del debito pubblico è andata a rilento e il valore di quest’ultimo si aggira ancora intorno al 105 per cento del PIL. L’attività economica informale (economia sommersa) è considerevole.

Informazioni generali
A dispetto di oltre 60 cambiamenti di governo negli anni intercorsi dal 1946 a oggi, in genere la vita politica del Paese è stata dominata dalla Democrazia Cristiana. L’avvento di una serie di governi di coalizione ha portato ad avere più stabilità. Nel 2008 il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha vinto per la terza volta le elezioni politiche. L’Italia, Paese fondatore dell’Unione Europea, ha rappresentato un elemento cardine dell’integrazione europea e fa inoltre parte della NATO e del G8. Pur essendo una delle maggiori economie mondiali, l’Italia è contraddistinta dal persistere di considerevoli diseguaglianze tra un Nord ricco e imprenditoriale e un Sud più povero e più dipendente dallo Stato. Le piccole e medie imprese continuano a prosperare in campo manifatturiero e nell’ambito del design di alto livello, ma si stima che l’economia sommersa conti per il 27 per cento dell’attività economica del Paese: si tratta di un valore doppio rispetto alla media OCSE. Il turismo e i servizi sono tra i comparti economici più importanti.

Libertà d’impresa – 78,7%
Nel complesso, la libertà di condurre un’attività economica è adeguatamente tutelata dalle regole in vigore nel Paese. Avviare un’attività economica richiede in media 10 giorni, rispetto ad una media mondiale di 38 giorni. Ottenere una licenza commerciale richiede un numero di procedure inferiore alle 18 della media mondiale, e un periodo di tempo superiore alla media mondiale di 225 giorni. Chiudere un’attività è relativamente semplice.

Libertà di scambio – 80,8%
La politica italiana relativa agli scambi è identica a quella degli altri Stati Membri dell’Unione Europea. Nel 2005, la media ponderata delle tariffe doganali comuni dell’UE era pari al 2,1 per cento. Le barriere non tariffarie create dalle politiche europee si palesano in normative alquanto restrittive in campo farmaceutico e bio-tecnologico, in acquisti da parte degli enti pubblici poco trasparenti e tendenti alla corruzione, le barriere all’ingresso al mercato dei servizi possono superare la media europea e la tutela della libertà intellettuale è debole. A causa delle barriere non tariffarie, dal punteggio complessivo dell’Italia in relazione alla libertà degli scambi sono stati detratti 15 punti percentuali.

Libertà fiscale – 54,3%
L’Italia è contraddistinta da gravi imposte sul reddito individuale e da un’imposta sul reddito d’impresa moderata. Nell’emendamento alla legge finanziaria del 2008, l’aliquota massima dell’imposta sul reddito societario è stata ridotta dal 33 al 27,5 per cento. Tra le altre imposizioni fiscali, si annoverano l’IVA, un’imposta sugli interessi e una sulla pubblicità. Nell’ultimo anno per il quale disponiamo di dati, il gettito fiscale complessivo ha raggiunto il livello del 42,6 per cento del PIL.

Libertà dallo Stato — 24,7%
La spesa pubblica complessiva, comprendendo i consumi e le attività di redistribuzione del reddito (pensioni, sovvenzioni, ecc.) è estremamente elevata. Nell’ultimo anno la spesa pubblica ha raggiunto il livello del 50,1 per cento del PIL. Lo Stato controlla ancora alcune imprese strategiche, principalmente nel settore dei trasporti e dell’energia. Il tentativo di privatizzare la compagnia di bandiera Alitalia non ha avuto facile esito.

Libertà monetaria — 80,8%
L’Italia fa parte della zona dell’euro. L’inflazione italiana è relativamente bassa, con una media del 2,1 per cento tra il 2004 e il 2007. Partecipando alla Politica Agricola Comune dell’Unione Europea, l’Italia offre sussidi alla produzione agricola, distorcendo in tal modo i prezzi dei prodotti agricoli. Tra i beni e servizi soggetti a tariffe imposte a livello nazionale dallo Stato vi sono la fornitura di acqua potabile, l’elettricità, il gas, i pedaggi autostradali, i farmaci prescrivibili rimborsabili, le telecomunicazioni e i trasporti interni. In conseguenza di tali politiche, che distorcono i prezzi interni, dal punteggio complessivo del Paese è stato detratto un ulteriore 10 per cento.

Libertà d’investimento — 70%
L’Italia è aperta agli investimenti dall’estero, ma il governo può porre il veto all’acquisizione di imprese italiane che coinvolgano investitori stranieri. Agli investitori stranieri attivi in Italia o in altri Pesi dell’Unione Europea viene riservato il medesimo trattamento degli investitori italiani, con alcune eccezioni relative al settore della difesa, della produzione aeronautica, dell’esplorazione ed estrazione petrolifera, dei trasporti aerei nazionali e dei trasporti marittimi. L’inefficienza del sistema giudiziario italiano viene spesso menzionata come un deterrente agli investimenti dall’estero. Il peso eccessivo della burocrazia, l’inadeguatezza delle infrastrutture, la scarsa trasparenza delle normative, la possibilità dell’intervento dello Stato e l’ostilità dei sindacati possono altresì inibire gli investimenti. Peraltro non vi sono ostacoli al rimpatrio di profitti, trasferimenti di fondi, versamenti o trasferimenti correnti. Gli stranieri non possono acquistare terreni adiacenti ai confini nazionali.

Libertà finanziaria — 60%
Il settore finanziario italiano è abbastanza sviluppato e offre una vasta gamma di servizi finanziari. Il credito viene assegnato ai termini stabiliti dal mercato e l’arrivo di operatori stranieri non subisce più eccesisvi osticoli. Lo Stato non detiene più pacchetti azionari di rilievo nel settore bancario e oggi non restano che tre importanti istituti finanziari (la Cassa Depositi e Prestiti, Poste Italiane/ Bancoposta e l’Istituto per il Credito Sportivo) controllati dallo Stato. Le sei banche più grandi contano per oltre il 50 per cento degli asset complessivi, sebbene la concentrazione in tale settore risulti inferiore che nel resto d’Europa. Le normative e i divieti possono risultare onerose e ottenere il controllo di un istituto finanziario richiede l’approvazione delle autorità pubbliche. Verso la fine del 2005 è stata promulgata una legislazione mirante a migliorare il sistema normativo. Le autorità hanno intrapreso alcuni passi per riformare i mercati dei capitali ancora inadeguatamente sviluppati.

Diritti di proprietà — 50%
I diritti di proprietà e i contratti sono tutelati, ma le vertenze giudiziarie sono lente e numerose aziende preferiscono giungere ad un accomodamento extra-giudiziario. La tutela dei diritti di proprietà è più debole di quanto non sia il caso in altri Paesi dell’Europa occidentale.

Libertà dalla corruzione — 52%
L’esistenza della corruzione viene nettamente avvertita. Sui 179 Paesi classificati nell’edizione del 2007 del Corruption Perceptions Index di Transparency International, l’Italia occupa il 41º posto. La corruzione è più comune di quanto non sia il caso in altri Paesi europei e gli italiano ritengono che i settori relativi agli investimenti siano particolarmente colpiti.

Libertà del lavoro — 61,3%
La relativa rigidità delle normative sul lavoro ostacolano l’occupazione e la crescita della produttività. I costi non salariali di un lavoratore dipendente sono decisamente elevati. Le normative sull’orario di lavoro sono relativamente rigide.

Informazioni sintetiche

Popolazione: 58,9 milioni di abitanti

PIL (a parità di potere d’acquisto):
1.700 miliardi di dollari
crescita nel 2006: 1,8%
crescita annuale negli ultimi 5 anni: 0,9%
PIL pro capite pari a 29.053 dollari

Disoccupazione: 6,0%

Inflazione (indice dei prezzi al consumo): 2,0%

Investimento diretto estero (afflusso netto): – 39,2 miliardi di dollari

Ordinanza sui cani

Da qualche mese è stata varata una nuova ordinanza concernente la tutela dell'incolumità pubblica dall'aggressione dei cani; sottostante riporto il link al documento:

http://www.comune.asti.it/uffici/area-3/politiche-ambientali/Ordinanza%202009%20MARTINI.pdf

sabato 11 ottobre 2008

Ha perso la vita Joerg Haider

Il leader populista austriaco e governatore della Carinzia Joerg Haider e' morto in un incidente stradale: lo ha reso noto l'agenzia austriaca Apa, citando fonti della polizia di Klagenfurt.
Secondo le prime testimonianze il 58enne Haider - leader del partito dell'Alleanza per il Futuro dell'Austria, Bzo - si trovava da solo alla guida della vettura, uscita di strada per ragioni ancora da accertare. Haider, ferito gravemente alla testa e al torace, e' deceduto poco dopo, secondo quanto riferito dall'Apa.

venerdì 1 agosto 2008

Mediaset vuol portare in tribunale YouTube

Mediaset querela YouTube: "sui loro server migliaia di ore di nostri programmi coperti da copyright". Chiesti 500 miliardi di danni. La società del gruppo di Google: "Collaboriamo con i detentori dei diritti sui contenuti digitali" 
Mediaset e Berlusconi vorrebbero chiudere, cancellare, quel network libero che si chiama You Tube, dove ognuno può proporre il proprio materiale e costituire così un grande archivio video. Su questo archivio è possibile reperire ogni sorta di video, diventando così un utile strumento per tutta la comunità; chiudere You Tube vorrebbe dire soffocare, ancora una volta, la liberta di informazione. Basti pensare che questo network venne oscurato pochi mesi fa in Tibet dal Governo cinese per non consentire ai monaci tibetani di informarsi su quello che stava avvenendo nella loro regione. Ancora una volta si sta cercando di mettere un bavaglio a quella informazione "non controllata" o "non selezionata" dalla casta italiana, Berlusconi in primis.

Garibaldi: eroe o cialtrone?

Vista l'attualità del suddetto argomento, posto qui sotto il video di una conferenza tenuta qualche mese fa da Gilberto Oneto e Roberto Gremmo: