lunedì 11 giugno 2007

Agli altoatesini rimborsiamo ogni anno il 90% dell'Irpef e il 40% dell'Iva


Bisogna aumentare le tasse per ripianare i conti, tirare la cinghia e combattere l'evasione fiscale. Questa la storiella che il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, propina agli italiani ormai da un anno. Salvo poi scordarsela e scendere a compromessi - fiscali, s'intende - con il Trentino Alto Adige e avere in cambio il voto "salva Visco". Un patto che il ministro ha stretto al Senato con la Svp, il gruppo per le autonomie, che comprende, tra gli altri, i rappresentanti delle due province di Trento e Bolzano che, grazie allo statuto speciale, godono già di numerosi vantaggi rispetto alle altre regioni italiane.

Vantaggi talmente convenienti da aver innescato la corsa al "secessionismo veneto" di tutti quei Comuni (vedi Cortina) che hanno subodorato l'affare. In una parola: Padoa-Schioppa, e con lui il premier Romano Prodi, hanno stretto il patto per dare concessioni ai più ricchi d'Italia. Un dato su tutti: Trento e Bolzano amministrano ogni anno più di 4 miliardi di euro ciascuna, una mini finanziaria rispetto alle cifre che confluiscono nelle casse provinciali italiane. Basti pensare che quella di Roma, che rappresenta 121 Comuni, 4 milioni di residenti e come estensione è circa il doppio della Valle D'Aosta, ha un bilancio di poco più di 600 milioni l'anno. La sproporzione è facilmente spiegabile con il fatto che, grazie all'autonomia statutaria, il 90% dell'intero ammontare Irpef versato allo Stato dal Trentino Alto Adige ma anche il 40% dell'Iva - rientra nelle casse di Trento e Bolzano.

Le quali poi le rinvestono per la sanità, la scuola, le strade e le altre attività socio-economiche. Solo i magistrati e gli apparati militari restano a carico dello Stato. Uno studio dell'associazione artigiani di Mestre (Cgia), inoltre, dimostra che il saldo finanziario per il Trentino Alto Adige è addirittura in positivo. Cioè la differenza tra ciò che la Regione versa allo Stato e i soldi che rientrano alle Province autonome, è favorevole a queste ultime. I numeri? Il Trentino Alto Adige dà (dati 2005) allo Stato 4.391 euro per ciascun cittadino, ricevendone indietro da Roma ben 6.850. Il guadagno era di quasi 2.500 euro per ciascun abitante. Insomma, il compromesso c'è ed ha del paradossale per chi ha fatto della pressione fiscale il proprio cavallo di battaglia. Dal canto loro le Province autonome fanno il proprio lavoro salvaguardando gli interessi del loro elettorato, anche se il presidente del gruppo Svp al Senato, Oskar Peterlini, minimizza: «Ma quale accordo fiscale. Se mai abbiamo chiesto di rivedere gli indici degli studi di settore che stanno strangolando le piccole e medie imprese. Ma questo vale per tutta Italia. Come anche la questione della sburocratizzazione delle leggi». Peccato, però, che proprio in materia di pubblica amministrazione, il Trentino Alto Adige vanti il più grande apparato burocratico d'Italia: 16mila dipendenti, mille per la Regione, 6mila per la Provincia di Trento e 8mila per quella di Bolzano.

Tradotto significa che ogni mille abitanti la provincia di Trento dispone di circa 13 dipendenti. Quella di Bolzano addirittura di 16 impiegati pubblici ogni mille abitanti. Ben oltre la media del resto delle province italiane, che è di circa 10 per ogni abitante. Poi ci sono 6mila dipendenti del settore sanità e 8mila insegnanti. Questi ultimi guadagnano quasi 3mila euro in più all'anno dei colleghi del resto d'Italia. Non solo. Lo stipendio medio degli impiegati pubblici è superiore del 30% rispetto a quello erogato nelle altre regioni. In ogni caso, in attesa che il patto "salva Visco" sortisca i suoi effetti benefici sull'economia trentina, un risultato lo ha già ottenuto. Quello di far riaccendere vecchi dissapori con la vicina regione Veneta. Il governatore azzurro, Giancarlo Galan, dopo aver letto i giornali è andato su tutte le furie: «Non sono sorpreso dall'atteggiamento ricattatorio, e indegno per qualsiasi rappresentanza parlamentare, assunto da alcuni esponenti della Svp. Spero che il governo non si presti a questo gioco». Compromesso che, però, già è andato in porto, mettendo i primi pensieri nella testa di Padoa-Schioppa, che avrebbe sussurrato al senatore Peterlini: «Dimmi solo quanto mi costerà quello che chiedete».

PIERGIORGIO LIBERATI
Libero 08/06/07

SELVA, FINGE MALORE PER AUTOSTOP SU AMBULANZA

ROMA- Bufera su Gustavo Selva, il senatore di An che sabato ha finto un malore per farsi trasportare da un'ambulanza negli studi de La7 superando così tutti gli ostacoli al traffico causati dalla visita di Bush a Roma. Il ministro della Salute Livia Turco è stata durissima, e non ha lesinato aggettivi: "Vergognoso, irresponsabile e indegno".

"Mi auguro - ha aggiunto il ministro - che le autorità competenti verifichino se un tale comportamento non configuri ipotesi di fatti illeciti, sia in sede civile che penale. Dobbiamo infatti pensare che il bilancio di questa 'arrogante goliardata' poteva anche essere tragico nel caso in cui, e poteva accadere, un'altra persona avesse avuto realmente bisogno di quell'ambulanza". Dal centrosinistra si è levato un coro con la richiesta di una censura dal presidente del Senato, ma anche dal leader del suo partito, Gianfranco Fini. E la vicenda potrebbe avere sviluppi davanti alla magistratura.

A raccontare l'episodio è stato lo stesso Selva, in diretta, durante la trasmissione dedicata alla visita di Bush. Il parlamentare di An è rimasto bloccato in piazza del Parlamento visto che il centro di Roma era chiuso al traffico. Inutili le insistenze del senatore con gli agenti di Polizia perché permettessero il passaggio ad un taxi o alla vettura dell'emittente. Niente da fare, Ed ecco il colpo di genio: Selva ha finto di sentirsi male e si è fatto portare dall'ambulanza a via Nogaro dal suo cardiologo: in realtà alla sede de La 7. "Un trucco da vecchio giornalista per farmi portare qui", si é vantato in diretta Tv. La notizia, pubblicata dai quotidiani, ha suscitato l'indignazioni di molti parlamentari. Roberto Giachetti (Dl) ha chiesto al leader di An di condannare il suo senatore.

Anche il senatore verde Tommaso Pellegrino ha chiamato in causa Fini, ma anche il presidente del Senato Franco Marini, a cui chiede di prendere "i dovuti provvedimenti di censura". E il capogruppo del Prc al Senato, Giovanni Russo Spena, ha chiesto la censura da parte di An e dell'intera Cdl. Numerosi voci si sono levate dai colleghi senatori di Selva. Diversi di essi, come Massimo Villone (Sd), hanno sottolineato che atteggiamenti del genere "confermano che quella della politica è diventata ormai una 'casta' a tutti gli effetti". Mentre da un parlamentare della Repubblica, ha rimarcato il leghista Roberto Calderoli, "dovrebbero invece arrivare il buon esempio".

"Selva si scusi pubblicamente in aula", hanno chiesto cinque senatori dell'Unione, Francesco Ferrante e Andrea Ranieri (Ulivo), Loredana De Petris (Verdi), Nuccio Iovene (SD), Tommaso Sodano (Prc). Impietoso Piergiorgio Stiffoni (Lega): "A 65 anni bisognerebbe andare in pensione". E il verde Angelo Bonelli ha chiesto alla magistratura di aprire un'inchiesta. A fronte dell'imbarazzato silenzio di An, una voce in difesa di Selva si è levata dalle file di Fi. Quella di Francesco Giro che ha assicurato: "Gustavo Selva è un uomo integerrimo e se i fatti si sono svolti come ci vengono riferiti dalla stampa chiederà senz'altro scusa".


ansa.it

Interessante video

C’è un contatto diretto, nel 1994, tra Silvio Berlusconi
e un uomo al lavoro per costruire il «partito di Cosa nostra».
È emerso al processo palermitano per mafia contro Dell’Utri
di Gianni Barbacetto

mercoledì 9 maggio 2007

Chiusura ponte di Santa Rita

Ecco come si presentava la situazione a Savona, oggi alle 11, dopo la chiusura del ponte di S. Rita. Via XX Settembre completamente bloccata, clacson strombazzanti e gente infuriata per i disagi subiti. Complimenti all'Amministrazione Comunale! Gli automobilisti e gli abitanti di Via XX Settembre dovranno subire tutto questo ancora per 3 mesi?

martedì 10 aprile 2007

Tutti alle primarie, ma non servono a niente


CENTROSINISTRA Gli elettori dell'Unione hanno scelto i loro candidati alla poltrona di sindaco a Chioggia e Aversa. Poi i partiti hanno deciso diversamente.

di Carlo Puca

Città simili, Chioggia e Aversa. Certo, la prima è a nord e l'altra a sud. Ma entrambe contano 55 mila abitanti, rinnoveranno i sindaci il 27 e 28 maggio e sono i centri più popolosi della loro provincia dopo i capoluoghi Venezia e Caserta. Soprattutto, a unire le due cittadine è un pasticciaccio brutto, una truffa consumata nel silenzio nazionale a danno della maggiore innovazione introdotta da Romano Prodi: le primarie. A Chioggia si è imposto Ruddi Varisco, ad Aversa Giuseppe Stabile. E però i partiti dell'Unione li hanno ripudiati, come se i 2.500 chioggiotti e i 10 mila aversani andati alle urne non contassero nulla.

A Chioggia il centrosinistra governa da due legislature con Fortunato Guarnieri, ma alle politiche del 2006 ha ottenuto appena il 38 per cento. Le primarie dovevano essere la cura ricostituente del popolo unionista. Il 3 dicembre 2006 il diessino Varisco ha vinto sul margherito Luigi De Perini, ma è stato ricusato a febbraio quando Forza Italia, An e Udc hanno annunciato il loro candidato: il segretario della camera di commercio Romano Tiozzo. Nel frattempo, un altro uomo forte è sceso in campo, il leghista Sandro Totaro. La nomenclatura locale dell'Unione si è spaventata e d'imperio ha cambiato cavallo.

La scelta è caduta sul consigliere regionale dei Ds Lucio Tiozzo, il cui cognome è identico a quello del candidato di centrodestra. Chioggia è infatti un caso unico in Italia. Il tasso di omonimia tra i due cognomi principali, Boscolo e Tiozzo, ha comportato l'ufficializzazione all'anagrafe dei soprannomi, anche su patenti e carte d'identità.

«Un Varisco contro un Tiozzo? Non c'è partita» diceva la Margherita chioggiotta. E così i Ds hanno indotto Varisco a farsi da parte. Ma lui, compagno all'antica, invece di prendersela con la Quercia ha obbedito.

Tutt'altra strada sta percorrendo Stabile, vincitore il 5 novembre 2006 con la sigla Pda (Progetto democratico per Aversa) sul ds Raffaele Ferrara e sul diellino Gino Fiordiliso. Subito dopo il centrosinistra ha attaccato Stabile per il suo passato da vice dell'attuale sindaco, l'azzurro Mimmo Ciaramella, che si ricandiderà per Forza Italia, An, Udc e alcune civiche. E così il 29 marzo i quadri dirigenti dell'Unione hanno annunciato il loro candidato a sindaco, il primario ospedaliero Antonello D'Amore (Margherita), scelto a tavolino come «garante dell'unità della coalizione». Ma l'unità risulta soltanto a chiacchiere. Stabile non si ritira e rilancia: «Le primarie parlano chiaro, io rappresento il centrosinistra».

Risultato: i partiti si sono spaccati. A sostenere D'Amore sono Pdci, Udeur, Prc, Sdi e una metà di Ds, Margherita e Verdi. Stabile può contare su Italia dei valori, alcuni ex sdi e l'altra parte di Margherita, Verdi e Ds. Il bello è che tutte le metà reclamano l'uso del simbolo dei rispettivi partiti, o perché legittimate dalle primarie o dalle segreterie provinciali. I tribunali decideranno. Ma Prodi cosa ne pensa? •

FONTE: Panorama

martedì 20 marzo 2007

Aumento capitale ACTS


Dopo anni di perdite e mala gestione dell’Acts, vedi la perdita dei fondi europei per la costruzione del metrobus e del denaro speso negli ultimi anni a supporto di tale progetto, ora si chiedono ancora maggiori fondi. Questa mattina infatti verrà approvato in Giunta a Savona l’aumento di capitale per l’azienda del trasporto pubblico savonese ovvero ulteriori 681000 euro di soldi pubblici. Cosa incredibile se si pensa che ancora nessuno si è preso la responsabilità del “buco” finanziario 1800000 euro (vedi bilancio 2005) e dei soldi pubblici spesi inutilmente per un progetto mai realizzato costato ben 2000000 di euro. Con quali garanzie i Comuni e la Provincia dovrebbero aderire a questo aumento di capitale? Prima di parlare di ulteriori fondi vorrei che l’azienda o chi per essa si prendesse la responsabilità di questi bilanci fallimentari, ne spiegasse il motivo e chiedesse scusa ad i cittadini per avere male amministrato il loro denaro.

Danilo FORMICA

lunedì 26 febbraio 2007

Oltre il danno, la beffa.

Questa settimana il Comune di Savona ufficializzerà la cessione all'Ata del parcheggio del Sacro Cuore. L'Ata, dopo una serie di interventi di ristrutturazione, rimetterà sul mercato i box e realizzerà un parcheggio a pagamento come quelli già realizzati in altre zone cittadine. Vorrei sottolineare però come il Comune abbia speso, negli ultimi 20 anni, ben 4 milioni di euro (soldi pubblici) per una struttura mai utilizzata e che ora necessita di un ulteriore milione per riparare ai danni subiti dal tempo e dai vandali.



Ora mi chiedo, perchè mai il Comune (o l'Ata) dovrebbe far pagare i cittadini per una struttura che dovrebbe già appartenere a loro da diversi anni? Inoltre, chi si assume la responsabilità di questa mala amministrazione? Diverse amministrazioni che si sono avvicendate nella direzione della nostra città e nessuna che si è mai assunta la responsabilità di risolvere i problemi del parcheggio. Spero sinceramente che il Sindaco e la sua Giunta possano ravvedersi e ritornare sulla decisione; va bene realizzare 102 box e cederli in concessione, ma è assolutamente ingiusto realizzare un parcheggio a pagamento in una zona dove i posti in superficie sono spesso insufficienti, specie nella stagione estiva. Il parcheggio deve essere gratuito poiché i cittadini hanno già pagato, sia in termini economici (4 milioni di euro) sia in termini di tempo (quasi 20 anni).

martedì 13 febbraio 2007

Un’usanza barbarica

Il foie gras (letteralmente “fegato grasso”) è il fegato malato di un’oca o di un’anatra che è stata sovralimentata forzatamente, più volte al giorno, per mezzo di un tubo metallico, lungo 20-30 cm, infilato in gola e spinto giù fino al raggiungimento dello stomaco. Per costringere il suo organismo a produrre il foie gras, l’animale deve ingerire un’enorme quantità di mais in pochi secondi. Questo comporta l’aumento delle dimensioni del fegato quasi di dieci volte superiore rispetto a quelle normali e lo sviluppo di una malattia nell’animale: la steatosi epatica.

Se l’animale cerca di divincolarsi quando il tubo gli viene inserito in gola, o se il suo esofago si contrae per conati di vomito, rischia il soffocamento e la perforazione del collo che gli sarà fatale.

L’inserimento del tubo comporta lesioni con conseguenti infezioni e dolorose infiammazioni. La squilibrata e forzata sovralimentazione causa frequentemente malattie dell’apparato digestivo, potenzialmente fatali.

Subito dopo ogni sessione di alimentazione forzata, l’animale soffre di dispnea e diarrea. L’allargamento del fegato comporta difficoltà respiratorie e rende doloroso qualsiasi movimento.
Il ripetersi di questo trattamento porta alla morte dell’animale alimentato forzatamente. Questi volatili vengono macellati prima che muoiano per queste conseguenze. In ogni caso, gli animali più deboli sono già moribondi al momento dell’arrivo nella stanza da macello, mentre molti altri non arriveranno neanche a quel momento: nel periodo di alimentazione forzata, il tasso di mortalità delle anatre è da dieci a venti volte superiore al normale.

Qui di seguito è riportato un video documentario sulle violenze subite da questi animali, per visionarlo escludi l'audio del televisorino a fianco e clicca play qui sotto:



NOTA: la visualizzazione on-line di questo filmato richiede il software scaricabile “Flash” (di Macromedia o altra versione).


Immagine: distinzione del sesso negli anatroccoli.


Puoi firmare la campagna on line per l'abolizione del foie gras, clicca qui ABOLIAMO IL FOIE GRAS

giovedì 8 febbraio 2007

La Regione Liguria vuole mettere in ginocchio il commercio


Commercianti in rivolta nell’ imperiese e nel savonese contro la nuova legge regionale sul commercio, in vigore da oggi. Sotto accusa la parte che prevede la chiusura domenicale e festiva degli esercizi al dettaglio in sede fissa. Tra i negozianti imperiesi regna il malumore è c’é già chi annuncia ricorsi e licenziamenti di personale.
“La nuova legge doveva essere discussa nei Comuni prima di entrare in vigore - ha detto Luigi De Negri, presidente della Confesercenti provinciale - invece non ci sono stati i tempi di discuterla. Si tratta di una normativa poco flessibile che non tiene conto delle zone turistiche. Può essere un modo di fare cassa, visto che alla terza infrazione è prevista la chiusura del negozio”. Contrarietà viene espressa soprattutto a Sanremo, dove il vicesindaco Marco Andracco ha già annunciato una richiesta di deroga alla Regione: “Sanremo - ha affermato - è una città turistica che deve essere in grado di accogliere gli ospiti anche nei giorni festivi, specialmente durante le manifestazioni che attirano grosso pubblico”. Della stessa opinione il presidente sanremese di Confcommercio, Romeo Giacon, ex assessore al Commercio cittadino: “noi siamo per continuare ad applicare le ordinanze presenti - ha detto -. Ci sono aziende che hanno sempre basato la loro economia sul fatto che esisteva la flessibilità e si sono attrezzate con un adeguato personale”. by ivg.it


Prima ci lamentiamo che non c’è lavoro e poi la Regione impedisce ai commercianti di lavorare nei festivi. Penso che non sia giusto mettere un limite alle aperture domenicali e festive; già spesso alla domenica non si trova un negozio aperto ed ora quei pochi negozi che hanno voglia di lavorare gli viene impedito. E’ scorcertante.. si parla tanto di liberalizzazioni e poi uno non è libero di aprire la propria attività quando lo ritiene più opportuno. Ci sono già leggi che tutelano i lavoratori, per cui questa legge è sicuramente inutile e dannosa. Inoltre mi chiedo, se i commercianti saranno costretti a chiudere nei festivi, lo stesso avverrà per i supermercati della grande distribuzione?

lunedì 5 febbraio 2007

Benzinai da domani in sciopero contro il decreto Bersani


Liguria. Benzinai liguri e della Provincia di Savona in protesta contro il decreto Bersani sulle liberalizzazioni del settore. La vendita libera di carburanti negli ipermercati e la cancellazione del vincolo sulla distanza minima tra un distributore e l’altro sono le misure più contrastate dai benzinai. Pompe chiuse, quindi, tra le 19 di domani e le 7 di venerdì sulle rete stradale, mentre sulle autostrade lo scioperop avrà inizio dalle 22 di domani e durerà 24 ore.

Il commento: da liberale penso sia giusto avanzare riforme economiche strutturali volte ad una maggiore liberalizzazione di beni e servizi, però purtroppo mi sembra che questo governo se la stia prendendo solo con i più deboli. Se vogliono ridurre il prezzo del carburante basterebbe eliminare tutte le accise statali e regionali che gravano sul suo prezzo. E’ palese come il governo stia “liberalizzando” solo a suo vantaggio o meglio dei suoi ipermercati Coop. Sarebbe interessante vedere come sono aumentati gli introiti dopo la vendita dei medicinali nelle cooperative così come ci guadagnerebbe vendendo benzina. Io questa la chiamo “concorrenza sleale”. Togli alla classe media per dare ai ricchi. I veri settori da liberalizzare sono altri, vedi Banche, Assicurazioni etc. perchè prendersela solo con farmacisti, benzinai e taxisti? Forse perchè la sinistra stessa, che governa questo paese, possiede banche ed assicurazioni?

Una dedica a Filippo Raciti


Da una canzone di Giorgio Faletti, da lui presentata a Sanremo 1994 e purtroppo ancora di tragica attualità:

Signor tenente
Giorgio Faletti
G. Faletti


(1994)

Forse possiamo cambiarla ma è l'unica che c'è
Questa vita di stracci e sorrisi e di mezze parole
Forse cent'anni o duecento è un attimo che va
Fosse di un attimo appena
Sarebbe con me tutti vestiti di vento ad inseguirci nel sole
Tutti aggrappati ad un filo e non sappiamo dove
Minchia signor tenente che siamo usciti dalla centrale
Ed in costante contatto radio
Abbiamo preso la provinciale
Ed al chilometro 41 presso la casa cantoniera
Nascosto bene la nostra auto c'asse vedesse che non c'era
E abbiam montato l'autovelox e fatto multe senza pietà
A chi passava sopra i 50 fossero pure i 50 di età
E preso uno senza patente
Minchia signor tenente faceva un caldo che se bruciava
La provinciale sembrava un forno
C'era l'asfalto che tremolava e che sbiadivo tutto lo sfondo
Ed è così tutti sudati che abbiam saputo di quel fattaccio
Di quei ragazzi morti ammazzati
Gettati in aria come uno straccio caduti a terra come persone
Che han fatto a pezzi con l'esplosivo
Che se non serve per cose buone
Può diventar così cattivo che dopo quasi non resta niente
Minchia signor tenente e siamo qui con queste divise
Che tante volte ci vanno strette
Specie da quando sono derise da un umorismo di barzellette
E siamo stanchi di sopportare quel che succede in questo paese
Dove ci tocca farci ammazzare per poco più di un milione al mese
E c'è una cosa qui nella gola, una che proprio non ci va giù
E farla scendere è una parola, se chi ci ammazza prende di più
Di quel che prende la brava gente
Minchia signor tenente lo so che parlo col comandante
Ma quanto tempo dovrà passare per star seduto su una volante
La voce in radio ci fa tremare, che di coraggio ne abbiamo tanto
Ma qui diventa sempre più dura quanto ci tocca fare i conti
Con il coraggio della paura, e questo è quel che succede adesso
Che poi se c'è una chiamata urgente se prende su e ci si va lo stesso
E scusi tanto se non è niente
Minchia signor tenente per cui se pensa che c'ho vent'anni
Credo che proprio non mi dà torto
Se riesce a mettersi nei miei panni magari non mi farà rapporto
E glielo dico sinceramente
Minchia signor tenente

Canzone seconda classificata al 44° Festival della Canzone Italiana, Sanremo 1994.

martedì 30 gennaio 2007

Basta canone RAI


Anche quest'anno ci troveremo a pagare il canone Rai, l'unica differenza che sarà più elevato dello scorso anno. Penso sia iniquo ed obsoleto nel 2007 fare pagare ancora un canone per un servizio pubblico sempre più vicino alle regole del mercato privato. Occorre privatizzare anche in Rai, almeno 2 canali. Abbiamo visto come in campo televisivo molte emittenti locali riescano a fornire un servizio più completo di quello offerto dalla Rai; basta vedere le ore dedicate all'informazione locale da Primocanale con dirette dal Consiglio Regionale, Comunale di Genova e Sanremo e speciali da tutte le province liguri. Per dire basta al canone Rai firma anche tu la petizione: http://www.aduc.it/dyn/rai/petizione.html

lunedì 29 gennaio 2007

Protesta contro la cattiva gestione dell'Acts


Questa mattina ho partecipato al presidio di protesta contro la decennale mala gestione dell’azienda del trasporto pubblico savonese. L’incontro è stato utile per raccogliere le perplessità e lamentele delle persone che abitualmente ricorrono all’uso del bus per spostarsi in città; al primo punto sicuramente il frequente ritardo dei mezzi pubblici e la gestione poco trasparente della società negli ultimi anni. E’ di questa mattina la notizia che il Comune di Savona e la Provincia hanno dovuto sborsare 680000 euro ciascuna per ripianare il bilancio in rosso dell’Acts ovvero 1700000 euro in un triennio. Morale: il Presidente è stato “promosso” ad amministrare la nuova società nata dalla fusione di Acts e Sar, i cittadini hanno pagato di tasca loro per la sua gestione fallimentare. No comment! Infine un giudizio sui nuovi dirigenti: mi aspettavo un manager di professione per risollevare le sorti di una azienda pubblica ormai allo sfascio ed invece… è un po’ come se io avessi una macelleria ed assumessi un falegname per gestirla. Staremo a vedere.

sabato 6 gennaio 2007

Margonara, miracolo economico o speculazione edilizia?

In questi giorni si sente spesso parlare del famoso progetto del porticciolo della Margonara (tra Savona ed Albisola) anche se in realtà sono anni che questa realizzazione divide l’opinione pubblica savonese. Gran parte degli articoli fondano le loro argomentazioni sull’impatto ambientale che questa opera potrebbe avere e, giustamente, molti sono particolarmente dubbiosi rispetto all’idea di costruire un enorme faro in mezzo alla nostra costa. Ho letto anche l’articolo pubblicato da Vincenzo Delfino su La Stampa e su alcuni passaggi potrei anche trovarmi d’accordo; non di certo quando afferma che sia giusto che alcuni privati ottengano qualche utile da tale operazione. Questo sarebbe del tutto normale in qualsiasi altra realtà, non a Savona! Bisognerebbe fare nomi e cognomi di chi otterrà utili da questa speculazione per accorgersi che sono gli stessi che in passato hanno demolito aziende pubbliche per svenderle a privati, spesso guadagnandoci loro stessi. Ci si accorgerebbe che sono gli stessi che hanno portato a 0 l’economia savonese chiudendo una per una tutte le fabbriche esistenti in città per poi ripresentarsi dopo qualche anno con progetti “miracolosi” per risollevarla. E poi, come mai alla fine sono sempre i soliti imprenditori a ottenere utili da queste operazioni? Un caso? E’ proprio necessario costruire un faro di quelle dimensioni? Basterebbe avere meno utili per i privati e magari, con una partecipazione da parte di un ente statale a tale progetto (come per il porto di Imperia), riuscire a coprire comunque i costi per la costruzione del porticciolo. Anche se, comunque, rimango scettico sulla reale opportunità economica di tale struttura; infatti mi sembra irrealistica una stima di 5000 posti di lavoro, come mi sembra assurdo che nella Regione italiana con più posti barca si debba continuare a costruirne per risollevare l’economia e fornire maggiori opportunità lavorative. Se non ha funzionato fino ad oggi, perché mai dovrebbe funzionare dopo questo ennesimo porto?

lunedì 1 gennaio 2007

Dite No alla Turchia in Europa!

Ogni giorno i nostri dirigenti ci conducono contro la nostra volontà verso l'integrazione della Turchia nell'Europa. Ma la Turchia non è parte dell'Europa in alcuno modo, sia sociologico, storico, geografico, culturale o religioso. I popoli europei al più del 65% non vogliono la Turchia nell'Unione. Tuttavia, ancora una volta, i loro dirigenti non vogliono ascoltarli. Allora, fate sapere semplicemente ciò che volete cancellando con una croce rossa la Turchia sulla mappa dell'Europa al rovescio di ogni vostra banconota. È un gesto facilissimo, un messaggio senza odio, chiaro, preciso, d'immensa potenzialità. Le vostre banconote rimangono valide e nessuno può rifiutarle ! Cancellate la Turchia su tutte le vostre banconote!

sabato 30 dicembre 2006

Petizione allevamenti Cina

IL MASSIMO DELLA PENA È VEDERE UN ANIMALE SCUOIATO VIVO.ANCORA COSCIENTE, MENTRE CERCA UNA FUGA ORMAI INUTILE. SUCCEDE IN CINA. MA NOI COMPRIAMO QUESTE PELLICCE.IL MINIMO CHE POSSIAMO FARE È CHIEDERE AL NOSTRO GOVERNO DI BLOCCARNE L'IMPORTAZIONE.Puoi aiutarci con una firma sulla nostra petizione compilando i campi sottostanti.

I SOTTOSCRITTI CITTADINI, anche ai sensi dell'articolo 50 della Costituzione in materia di petizioni, CHIEDONO AL GOVERNO E AL PARLAMENTO L'EMANAZIONE DI NUOVE NORME URGENTI CHE PREVEDANO:
  • Il divieto di importazione e di cessione a qualsiasi titolo su tutto il territorio nazionale di pelli di animali allevati o commercializzati sul territorio della Repubblica Popolare Cinese;

  • l'obbligo di etichettatura di tutti i capi contenenti parti o interi di spoglie di animali sottoposte a concia o altri trattamenti che mantengano inalterata la struttura naturale delle fibre, indicando espressamente la specie utilizzata, il metodo di allevamento, il metodo di uccisione, l'azienda di confezionamento e il Paese di provenienza. Tale obbligo dovrà essere applicato anche ai peluche e gadget realizzati con i suddetti materiali.

Firma: http://www.infolav.org/lenostrecampagne/pellicce/petizioneallevamenticina/

Visita il sito: www.nonlosapevo.com

giovedì 28 dicembre 2006

Bene Spotorno, Savona bocciata

Molte volte in questo anno mi sono trovato in disaccordo con l’operato dell’Amministrazione cittadina di Spotorno ma questa volta invece intendo fare i miei più sinceri complimenti per la buona volontà messa nell’organizzare i numerosi eventi in questo periodo di festa. Devo innanzitutto ricordare che questo è stato un anno duro per la comunità spotornese; il calo del numero di turisti, l’incendio di settembre e la mareggiata di fine stagione avevano messo in ginocchio l’economia della città basata sostanzialmente sul turismo. Gli spotornesi però non si sono persi d’animo e per queste feste natalizie sono riusciti a ripresentare una Spotorno in piena salute. Da qualche giorno infatti, grazie all’Ascom, Associazione Albergatori ed Associazione Bagni Marini, è stato ricostruito in piazza della Vittoria un villaggio natalizio con tanto di casette di legno e pista di pattinaggio per i più piccini (per info: www.comune.spotorno.sv.it); le vie del centro sono tutte addobbate a festa e numerosi sono i presepi costruiti dalle associazioni; insomma un grande risultato per una “piccola” realtà come Spotorno. Rimango deluso invece da quanto offre Savona che sicuramente avrebbe potenzialità economiche maggiori. Rispetto agli scorsi anni sono calate le luminarie, pochissime manifestazioni natalizie e non si è potuta riscontrare nessuna novità in positivo. Mi sarei aspettato di più da un sindaco giovane come Berruti e dalle varie associazioni, le quali invece qui a Savona hanno saputo solamente litigare riguardo a chi dovesse spettare l’onere delle luminarie cittadine. Spotorno deve essere in questo un esempio anche per Savona.

mercoledì 27 dicembre 2006

Fini è più a sinistra di Fassino

"Se ci sono diritti o doveri delle persone che non sono tutelati perché fanno parte di un'unione e non di una famiglia servirà un intervento legislativo per rimuovere la disparità. E questo deve valere anche per le coppie omosessuali". Chi l'ha detto? Bertinotti? Diliberto? O forse Pecoraro Scanio? Assolutamente no. Le parole sono di Gianfranco Fini. Con l'ennesima virata a 360 gradi, dopo quella sul voto agli immigrati e sulle staminali, il presidente di An si colloca più a sinistra di Piero Fassino, ormai in rotta di collisione con le politiche sociali di Zapatero. Sarà per la sua fede cattolica o per gli studi dai Gesuiti, ma il segretario diessino è riuscito a scontentare una buona fetta dell'elettorato di sinistra. Che però ora ha una nuova bandiera, un nuovo leader per le battaglie di emancipazione e di progresso: Gianfranco Fini. Molti in An avranno il mal di pancia, non solo Storace, ma a leggere le dichiarazioni dell'ex ministro degli Esteri ci si chiede se alle prossime elezioni si presenterà con Rifondazione o con il Pdci.

venerdì 22 dicembre 2006

Firma anche tu per salvaguardare il diritto di milioni di persone a ricevere i farmaci salvavita

La compagnia farmaceutica Novartis ha fatto causa al Governo Indiano perché permette la produzione di farmaci generici dai costi contenuti. Se vincerà, milioni di persone in tutto il mondo potrebbero perdere l'unica fonte di medicinali a prezzi accessibili.Chiediamo a Novartis di fermarsi e di rinunciare all'azione giudiziaria contro il Governo Indiano!

L'India produce farmaci di importanza vitale per i Paesi in Via di Sviluppo. Più della metà dei medicinali utilizzati per curare l'Aids nei Paesi più poveri sono prodotti in India. Anche MSF usa i farmaci indiani per trattare l'80% dei suoi 80mila pazienti sieropositivi.Se Novartis vincesse la causa, l'India sarà costretta a modificare la sua legge e dovrà concedere più facilmente i brevetti sui medicinali. Per i produttori di farmaci generici diventerà quasi impossibile continuare a vendere medicinali uguali a quelli delle multinazionali, ma molto meno costosi. La vita di milioni di persone che in tutto il mondo sono curate con i farmaci ³made in India² sarà in pericolo. IL DIRITTO ALLA VITA VIENE PRIMA DEL DIRITTO A FARE PROFITTI. CHIEDI A NOVARTIS DI RINUNCIARE ALL'AZIONE GIUDIZIARIA CONTRO IL GOVERNO INDIANO.

FIRMA LA PETIZIONE DI MSF PER CHIEDERE A NOVARTIS DI RINUNCIARE ALL'AZIONE GIUDIZIARIA:

mercoledì 20 dicembre 2006

APPROVATA IN GIUNTA CENTRALE A BIOMASSE PER FERRANIA

GENOVA. 20 DIC. E’ stata approvata ieri dalla Giunta regionale la nuova centrale a biomasse in sostituzione dell’attuale impianto termico a metano, al servizio dell’attività industriale e tenendo conto dell’esigenze dell’ambiente. “Si tratta - ha detto l’assessore regionale all’Urbanistica, Carlo Ruggeri - di un passo importante, in linea con quanto previsto nell’intesa siglata recentemente dal Presidente della Regione, grazie alla disponibilità dei lavoratori, del sindacato e dell’azienda, in questo modo la Regione tiene fede agli impegni assunti con l’azienda, di approvare la centrale a biomasse e contribuire così allo sviluppo di Ferrania e alla nuova reindustrializzazione della Valbormida”. La nuova centrale a biomasse che avrà una potenza di 10 megawatt, andrà a sostituire l’attuale impianto di produzione di energia elettrica e calore a gas metano e verrà alimentata da una biomasa boschiva.